14 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 17.48
Palermo

la manifestazione religiosa non ha riscontri in altri paesi

A Giuliana, dal 16 al 18 marzo, si festeggiano Gesù Bambino e San Giuseppe

15 Marzo 2018

A Giuliana (Pa) dal 16 al 18 marzo, anticipando quella di San Giuseppe, si svolge la Festa di Gesù Bambino che, probabilmente, trae spunto dall’episodio, narrato nei Vangeli, secondo cui Gesù, allontanatosi dalla casa di Nazareth, fu ritrovato dopo tre giorni nel Tempio. Questa manifestazione religiosa, che non ha riscontri in altri paesi siciliani, vede i falegnami del luogo trasportare a braccia “U Bamminu” che, staccato dalla mano di San Giuseppe, va a visitare tutte le case del paese.

Accolto con grande gioia dalle famiglie viene poggiato per alcuni istanti sui letti in posizione eretta; solo nelle case delle coppie sposate durante l’anno viene fatto adagiare in posizione supina e agghindato con una scocca, cioè un fiocco, celeste o rosa a seconda se desiderano un primogenito maschio o femmina. Questa tradizione affonda le sue radici nei riti propiziatori in onore di divinità pagane per assicurarsi la fecondità e la continuazione della famiglia.

La prima sera “U Bamminu” viene ospitato nella chiesa della SS Trinità, la seconda nella chiesa del Collegio di Maria e la terza, riportata nella chiesa del Carmine, si ricongiunge con San Giuseppe per essere portato, poi, di nuovo unito in processione, a cura delle maestranze locali associate in confraternite, la sera del 19 marzo. Per la festa di San Giuseppe, anche a Giuliana, si allestiscono le Tavolate che, ricadendo in periodo di Quaresima, presentano un menù privo di carne, ma arricchito con fritture di broccoli, cardi, finocchi, sparaci e garufi bolliti.

Giuliana, oggi, si presenta come un piccolo borgo medievale che con le sue viuzze strette, dominate dal castello medievale e costellate da innumerevoli chiese barocche, offre un ricco itinerario artistico-monumentale. Fino al 1185, sul monte dove adesso si trova il paese, sorgeva un casale, che apparteneva alla «gens Julia» (da qui il nome), ma, proprio quell’anno, l’imperatore Guglielmo il Buono lo cedette, insieme ad altri casali, al vescovo di Monreale.

Viva Giuliana, “U Bamminu” e “San Giuseppe”.

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