11 dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento alle 21.06
Il 5 dicembre

Access City Award, a Bruxelles sarà proclamata la “Città più accessibile di Europa”

27 novembre 2017

Il prossimo 5 dicembre a Bruxelles sarà proclamata la Città più accessibile di Europa. L’Access City Award chiude il ciclo di iniziative che hanno animato l’anno europeo delle persone con disabilità.

L’iniziativa – dedicata alle città europee con più di 50.000 abitanti – è parte integrante della strategia messa in campo dalla UE per realizzare gli impegni previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, affinché quella in cui abitiamo sia un’Europa senza barriere e davvero per tutti. L’impegno chiesto alle città europee è quanto mai necessario, alla luce dei dati e del trend di invecchiamento della popolazione ed al progresso medico e sociale che ha portato i disabili ad imporsi come pilastro significativo della società: le stime ci dicono che al momento attuale in tutta Europa sono circa 80milioni i cittadini con una disabilità o con mobilità ridotta.

L’iniziativa europea punta a selezionare le città in grado di rispondere meglio alle esigenze della popolazione anziana o con disabilità, attraverso politiche, strategie e realizzazioni sempre più inclusive per tutti.

Sono 26 le città che hanno presentato il dossier di candidatura; dopo la selezione prevista dal bando che prevedeva la verifica dell’impegno già impiegato dalle Istituzioni a perseguire i principi previsti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Di queste, sono approdate alla fase finale 4 città: Ljubljana (Slovenia) – LussemburgoLyon (Francia) – Viborg (Danimarca). Tra queste città sarà scelta la Città che succederà alla Citta più accessibile 2017 Chester (Inghilterra).

C’e un dato tra tutti che risalta: l’assenza di candidature di città italiane. Scorrendo l’elenco delle candidature selezionate quest’anno (l’anno scorso tra le buone pratiche figura la città di Alessandria) non si legge il nome di nemmeno una città italiana a riprova di quanto ancora nel nostro paese si debba fare per potersi un dire un paese “accogliente”.

Le città italiane in fila per la candidatura a città europea della cultura sembrano non avere proposte sul tema dell’accessibilità. Eppure c’è un legame indissolubile tra Cultura, Accoglienza ed Accessibilità, un trinomio che se perde una delle tre gambe perde di significato.

Del “disabile” si parla invece ancora solo in termini di rivendicazioni e di risorse finanziarie, temi fondamentali e mai abbastanza affrontati in modo sistemico e forse una delle ragioni dell’appello a vuoto suonato per le città italiane sta proprio in questo approccio emergenziale.

Manca nei comuni la volontà progettuale di ripensare le città a portata di tutti. Di proporre una nuova vision a favore dell’integrazione quale motore di sviluppo delle città ed indirizzo innovativo per la rigenerazione dei tessuti urbani e metropolitani, puntando a favorire la piena integrazione dei disabili nella vita sociale e collettiva delle città attraverso l’abbattimento delle barriere fisiche, culturali e comportamentali.

Per mettere in cammino un sistema che diventi esso stesso motore di costruzione di cittadinanza attiva e responsabile dei diritti anche delle persone portatrici di bisogni speciali, occorre organizzare le città in luoghi dove si mescolano culture e talenti esaltando la creatività che rende “speciali” le Persone diversamente-Abili, persone che la vita abitua quotidianamente a sviluppare un “settimo” senso, il senso sociale.

Serve promuovere la partecipazione attiva di tutti alla vita quotidiana, culturale, artistica e sportiva e delle professioni contribuendo a costruire quei pilastri necessari perché una Città possa definirsi veramente accogliente ed integrata e quindi capitale della Cultura.

La disabilità – come tutti i modi di essere – chiede di essere conosciuta ed esplorata non come un mondo a sé stante ma come una componente da integrare e da adottare nei comportamenti di ciascuno di noi.

Grava invece ancora sul tema della disabilità il peso della dis-informazione che invece di promuovere comportamenti inclusivi erige muri di pregiudizi, talvolta anche inconsapevoli, difficili da abbattere nei sentimenti e nelle coscienze delle persone. E i pregiudizi determinano e giustificano comportamenti personali e scelte politiche e sociali discriminanti.

Il tema della città accessibile e priva di barriere architettoniche non è più solo un aspetto legato all’equità e ai diritti, ma assume sempre più valenza sociale ed economica. Le nuove dinamiche sociali richiedono risposte adeguate onde evitare che ad una fetta sempre più consistente di popolazione sia limitato o precluso l’accesso ai servizi e agli spazi della città.

Il 3 dicembre si celebra la giornata mondiale della disabilità che vuole essere un momento strategico e di portata internazionale per riflettere sui temi della pari dignità e sulla necessità di abbattere ogni tipo di barriera, e porre in essere i cambiamenti necessari al miglioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilità.

Partiamo da questa data allora per metterci al lavoro per promuovere la candidatura delle nostre città al premio 2018 : è un invito rivolto alle diverse Istituzioni coinvolte per creare le premesse perché le nostre Città diventino modello di buone pratiche amministrative, sociali, culturali e collettive sull’accessibilità, nel solco di quanto prevede la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità che regola la partecipazione alla vita culturale, alla ricreazione, al tempo libero e allo sport.

Sono infatti le città e le comunità ad essere disabili e non le persone: non sono infatti gli handicap a non permettere l’integrazione delle Persone, ma lo sono i gradini, i marciapiedi, le barriere architettoniche e soprattutto le barriere culturali che determinano la dis-Abilità.

Al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli ambiti della vita, serve un Piano urbano per l’Accessibilità, che preveda misure appropriate per assicurare alle persone con disabilità, su base di eguaglianza con gli altri, l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o offerti al pubblico, sia nelle aree urbane che nelle aree rurali. Un buon suggerimento di lettura per mettersi in cammino può essere già il manuale delle buone pratiche Città europee allegato al Premio Access City Award.

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