17 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento alle 10.56

La giornata tipo del "senatore cittadino"

Appello di Papatheu a Salvini: “Rendere più sicure stazioni bus e treni”

10 Giugno 2019

La senatrice di Forza Italia Urania Papatheu, lancia un appello al Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e chiede “più sicurezza e maggiori controlli nelle stazioni bus e treni”. L’esponente siciliana del partito azzurro preannuncia “un’interrogazione parlamentare, con la richiesta al Ministero di garantire un presidio fisso di polizia anche nelle stazioni bus e l’ampliamento dell’organico a disposizione della Polizia Ferroviaria affinché nelle stazioni si possano chiedere i documenti ed accertare eventuali irregolarità”. E per evidenziare le criticità ad oggi esistenti Papatheu racconta, in modo eloquente e dettagliato, l’odissea da lei vissuta in prima persona nello scorso fine settimana lungo la tratta fra Taormina e Catania. La giornata del “senatore cittadino” evidenzia i problemi con i quali tanti cittadini sono costretti a convivere e fare i conti ogni giorno.

“Arrivo alla stazione – spiega Papatheu – prendo il biglietto per il treno intercity, è un pò caro ma devo comunque andare, la gente mi aspetta. Attendo e guardo il binario. Leggo 45 minuti di ritardo e dopo qualche secondo ascolto la conferma, guardo il biglietto chiedendomi perché sia stato emesso ma non c’è tempo per reclamare. E con chi poi? Guardo l’ora e corro alla vicina stazione dei bus, sono già sudata perché oltre a essere un’ambientalista e a viaggiare con mezzi pubblici indosso tailleur perché come Senatore della Repubblica devo rappresentare l’Istituzione, arrivo e per fortuna il bus delle ore 9 sta partendo adesso e c’è posto. Inizio la mia giornata, mi sposto tramite passaggi e, finita la giornata , alle ore 18 circa posso finalmente ritornare a casa per vedere e cenare con il mio elettore più caro, mio padre ma anche stavolta c’è un ma. Treni sospesi, dicono ci sia un incendio a Giarre e i treni non possono circolare. Non c’è nessuno, qualcuno dice che ci saranno dei bus sostitutivi, esco e non vedo bus ma solo gente che protesta con borsoni e valigie, fermi senza meta. A quel punto aspettiamo le ore 19, per un bus di linea”.

Passa il bus ma non si ferma, tira dritto, chiamo la stazione di partenza di Taormina e mi dicono che il mezzo è partito già pieno ma ne passerà un altro alle 20. Aspettiamo ma niente, anche quello delle ore 20.00 è pieno, oltre ad essere l’ultimo, ma l’autista è costretto a fermarsi per fare scendere un passeggero forse e sicuramente ignaro delle avventure che Trenitalia gli riserverà stasera. Il bus viene preso d’assalto dai passeggeri perché hanno letto che non ci sarà un altro mezzo per andare a Catania e soprattutto all’aeroporto. Penso a quei poveri turisti, tutti sopra, chi spinge e chi urla, chi protesta e non vuole più scendere malgrado l’autista chiede di scendere ma nessuno sente ragione. Si parte e l’autista spera di scaricare qualcuno nel tragitto ma niente, i passeggeri aumentano, l’autista si ferma nessuno scende e chiama, chiama e spera di avere aiuto con una corsa bis vista la mole di passeggeri che devono rientrare. Risponde il capo servizio ma dopo minuti interminabili, mentre cittadini indiani, marocchini, filippini e altri cominciano pure a perdere la pazienza, gridano all’autista di ripartire e l’autista impietosito, avuta la risposta negativa dal suo capo servizio, riparte con tutti a bordo”.

“Durante il nostro viaggio mi sono chiesta – sottolinea la senatrice di FI – perché io da cittadino che paga le tasse non posso usufruire dei mezzi pubblici che lo Stato e la nostra Regione mette a disposizione per noi? Mi volto e guardò chi c’è attorno a me. Vedo gente che sicuramente non ha neanche un documento, chiedo se sono residenti magari ma nessuno mi capisce, mi propongono di comprare però tovaglie, collane etc. Vedo pure donne, cinesi credo, e filippine: chiedo loro se lavorano. Sì, fanno le massaggiatrici e sono tante ma lavorano tutte e dicono pure tanto, altre sono già partite con gli altri bus, come gli ambulanti che sono già andati via con i bus precedenti. Tutti in nero ovviamente, senza doveri quindi ma tutti armati di diritti viaggiano tutti i giorni su mezzi pubblici che effettuano corse anche grazie ai nostri contributi”.

“Chiedo al Ministro Salvini – afferma Papatheu – di assicurare la presenza continuativa nelle stazioni dei bus oltre alle stazioni dei treni di pattuglie della Polizia e dei Carabinieri, ed incrementare l’organico a disposizione della Polfer, per far sì che la gente possa viaggiare in condizioni di maggiore sicurezza e soprattutto affinché venga attuato un efficace controllo del territorio, sia dentro le stazioni ferroviarie che poi all’esterno dove la gente aspetta i pullman. Perchè noi siamo soli qui in questi marciapiedi e loro sono tanti e pure arrabbiati ma noi possiamo difenderci soltanto con le parole, che a queste persone non bastano perché non capiscono, ti spingono e salgono. Lancio un appello a Matteo Salvini che molto spesso sottolinea lo slogan politico del “prima gli italiani”: prima le donne e i bambini e penso anche a chi si trova a dover viaggiare, ad esempio, di notte. Serve più sicurezza e più attenzione per i cittadini, risposte concrete, azioni mirate e risolutive in un Paese dove troppo spesso invece ci si abitua alle cose che non vanno e disagi e disservizi come quelli che ho raccontato diventano la normalità delle cose”.

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