21 ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento alle 01.23

Aspiranti imprenditori tra le banche dell’Isola in cerca di un misterioso documento

25 settembre 2017

Da qualche settimana un piccolo esercito di aspiranti imprenditori – oltre qualcuno che già lo è – si agita intorno alle banche dell’Isola in cerca di un misterioso documento per loro fondamentale.

Di cosa si tratta?

Sono in corso di scadenza i bandi per le agevolazioni alle imprese – esistenti o di nuova costituzione, le cosi dette newco – predisposti dalla Regione Sicilia, Assessorato per le Attività produttive.

Per la verità, il primo che prevedeva un investimento più ridotto – fino a 250.000 euro – ha visto il click day (l’inserimento a sistema dei dati richiesti dal bando) esaurirsi già da qualche giorno.

Oggi e’ partito il click day del bando più consistente – fino ad un milione di euro d’investimento – e quindi presumibilmente alla portata di imprenditori più strutturati.

Manca, invece, ancora una settimana abbondante per il terzo ed ultimo bando di questa tornata di possibili agevolazioni.

Ma perchè la corsa alle banche? Ve lo spieghiamo subito.

Il bando prevede una sorta di asseverazione della capacità d’investimento dell’imprenditore e cioè dei cosi detti mezzi propri.

E prevede che questa attestazione venga rilasciata da un Istituto di Credito.

Per scendere, un filo, nel tecnico la banca non si assume alcuna reale responsabilità. Non rilascia dunque nè una garanzia in senso stretto – quale ad esempio una fideiussione – e neanche una cosi detta lettera di patronage, cioè una generica attestazione di affidabilità verso il sistema finanziario e creditizio.

Ma dal numero di telefonate ricevute ho evinto che ben pochi Istituti siano stati cooperativi nel senso, presumibilmente, richiesto da bando, laddove ca va sans dire ve ne fossero i requisiti.

Ho provato ad indagare un po’ ed effettivamente la situazione è risultata grottesca.

Le banche più rilevanti e di caratura nazionale stanno rilasciando le asseverazioni solo ai loro clienti storici e che peraltro hanno sul conto – o possono trasferirne la provvista ad hoc – il venticinque per cento dell’investimento (fino a 250.000 euro) a garanzia della loro solidità patrimoniale e finanziaria.

Quindi…forse rientrerai in graduatoria tra non meno di un anno…ma tira fuori i soldi ora…questo è l’effetto – voluto o meno – di chi ha partorito la norma.

Scollamento cronico tra chi fa impresa sul marciapiede e chi scrive norme sulle agevolazioni all’impresa dalla scrivania.

Abbiamo detto delle grandi banche sul territorio.

Ma – fatte salve poche eccezioni – anche le medie e le piccole non scherzano.

E così quelle più piccole ancora che si dichiarano snelle e vicine alle imprese del territorio.

Alcune hanno detto niet a tutto, altre hanno detto si dietro rilascio di garanzie che non erano messe in conto.

Altre ne hanno fatto uno strumento – legittimo ma irrituale – di attrazione di clientela…”io ti rilascio l’attestato…tu mi sposti un pò di conti”.

Oltre, ovviamente, ad avere tu (imprenditore) rilasciato alla banca le garanzie che lei avrebbe dovuto rilasciare a te per avere i requisiti per il bando.

Una follia avere trasferito sui bancari – che hanno iniziato a ragionare da burocrati regionali – il peso per la verità inesistente – di una responsabilità che non li è propria.

Il concetto è sempre lo stesso, purtroppo, ed è umanamente comprensibile.

In una giungla di rischi di ogni tipo – ed in assenza di valide auto-motivazioni morali – il 27 arriva comunque e la penna scotta.

E così come il prototipo di regionale, raramente, si assume responsabilità, lo stesso fa – in questo caso – il bancario in assenza di mille previe autorizzazioni, altre firme ed altri inutili timbri.

La colpa è ovviamente di chi ha scritto (o contribuito a redigere) il bando. Le motivazioni erano serie (non tutti sono in grado di affrontare un investimento) ma lo strumento dell’asseverazione bancaria era ed è errato.

Soprattutto se si richiede una funzione di attestazione pubblica ad un soggetto – quale una banca – che pubblico non è.

Non voglio credere – come pensano alcuni – che si siano elevati i paletti per rendere difficoltoso ai più l’accesso alle graduatorie. Ma il risultato è stato questo.

Gli uffici regionali – negli ultimi minuti della partita e cioè pochi giorni fa – hanno cambiato le regole del gioco ed hanno concesso di richiedere l’asseverazione anche ai Confidi che tradizionalmente sono più generosi e di manica larga.

Ma posto che ciò ha causato una palese disparità con chi ha già dovuto “trattare” con le banche, non ha comunque risolto il problema.

Ha solo creato la classica italica scorciatoia.

In definitiva sintesi, un’altra occasione di sviluppo che – da quanto si può arguire dalle premesse – rischia di non essere sfruttata adeguatamente.

Il tutto a scapito dello sviluppo dell’Isola.

Sarebbe auspicabile che nei programmi delle squadre di governo impegnate in campagna elettorale ci fosse un preciso impegno per creare una cabina di regia autorevole, competente e soprattutto con poteri diretti ed efficaci che possa consentire di non sprecare gli ultimi fondi agevolativi rimasti disponibili, anche con il recupero di fondi non spesi da misure agevolative precedenti.

SI a correttezza, trasparenza e massima evidenza pubblica in un settore ed in un territorio oltremodo delicati.

Ma un NO deciso a norme ed a interpretazioni delle stesse inadeguate, illogiche ed a discapito di quella ventata di opportunità di cui proprio non si può e non si deve fare a meno.

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