22 febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento alle 09.52
Siracusa

I carabinieri indagano dal 2013

Atti falsi e sovvenzioni per un villaggio turistico: tra i 7 indagati anche un ex deputato

17 novembre 2017

Falsità materiale e ideologica, abuso d’ufficio, soppressione di atti pubblici, uso di atti falsi e tentata truffa aggravata: sono queste le accuse mosse dai Carabinieri della Stazione di Portopalo di Capo Passero nei confronti di 7 indagati.

Tra questi Giambattista Coltraro, 42 anni, ex deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana,  che all’epoca dei fatti contestati era segretario della III commissione alle Attività produttive e amministratore di un villaggio turistico finito al centro dell’indagine.

Avviso di garanzia anche nei confronti di Mario Poidami, 60enne, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Portopalo.

L’intenzione degli indagati sarebbe stata quella di ricevere oltre un milione di euro in sovvenzioni, grazie alle agevolazioni finanziarie della Comunità Europea e stabilite dalla Cassa Regionale per il credito alle Imprese Artigiane Siciliane, per il restauro della struttura alberghiera di cui era amministratore Coltraro, lavori mai effettuati e autorizzati con atti falsi.

I Carabinieri della Stazione di Portopalo di Capo Passero, che indagano dal 2013, hanno posto sotto sequestro le domande di sanatoria per gli abusi edilizi relativi al villaggio, che sorge a meno di 500 metri dalla battigia, contrariamente a quanto disposto dalla legge regionale in materia. Il Comune, in quella occasione, rilasciò due concessioni in sanatoria al vincolo di inedificabilità assoluta relativa all’immobile. 

I carabinieri hanno anche accertato che la società che gestiva tale villaggio turistico ha prodotto false autocertificazioni, attestazioni dell’esecuzione di lavori mai eseguiti per l’accesso alle agevolazioni finanziarie pubbliche a fondo perduto.

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