23 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 19.42

La nota diffusa da Cobas-Codir

Beni culturali, protestano i sindacati: “Procedure incerte nei pagamenti dei dipendenti”

14 Marzo 2019

Il sistema dei pagamenti del personale dei Beni culturali si trova insabbiato nella palude della macchina regionale nell’apparente incertezza di procedure di comunicazione e di trasmissione degli atti propedeutici necessari per il pagamento di quanto dovuto”. A dichiararlo sono Michele D’Amico, responsabile regionale per le politiche dei beni culturali del sindacato dei regionale Cobas-Codir, e Simone Romano coordinatore regionale del Cupas-Codir (custodi del Patrimonio culturale siciliano), movimento che aderisce al Cobas/Codir.

Con il ‘palleggiamento’ di documentazione da un dipartimento all’altro, Beni culturali e Funzione pubblica, introdotto con la deleteria ristrutturazione dal governo Crocetta – si legge nella nota – si produce un insostenibile ritardo nei pagamenti del salario accessorio del personale dei beni culturali: si attende il pagamento di prestazioni a partire dal 2017, tutto il 2018 e il primo trimestre del 2019”.

A tutto ciò si aggiunge – proseguono D’Amico e Romano – un incomprensibile comportamento del dirigente generale del Dipartimento beni culturali che, dopo avere incassato i risultati di un accordo sindacale sottoscritto il 13 luglio 2018 sembra sottrarsi all’incontro con le organizzazioni sindacali, con continui rinvii del vertice con i sindacati per fare il punto della situazione e avviare i relativi pagamenti”.

Ricordiamo – aggiungono D’Amico e Romano – che tale accordo ha permesso non solo il superamento del limite contrattuale sui festivi e sulle festività nazionali (con il chiaro scopo di favorire una maggiore fruizione dei siti culturali e una remunerazione supplementare per i lavoratori, circa 1.200 unità di personale delle aree di vigilanza, fruizione e amministrativa, che hanno aderito a questo modello contrattuale) ma, anche, il raggiungimento di uno dei suoi obiettivi impartiti dell’assessore al ramo, il compianto Sebastiano Tusa”.

“Sia chiaro che – concludono D’Amico e Romano – in mancanza dell’immediato pagamento di quanto dovuto e del perdurare di questa situazione di stallo aggravata dalla mancanza di volontà di dialogo del dipartimento Beni Culturali, il Cobas Codir e il Cupas Codir si vedranno costretti ad avviare una serie di lotte sindacali che rischierebbero di mettere in discussione la fruizione dei siti culturali siciliani nei festivi e nelle festività nazionali a partire dalle vicine festività pasquali”.

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