18 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento alle 12.37

per almeno sei mesi

Bruxelles bacchetta la Regione, bloccati i fondi europei

8 Agosto 2019

Alla fine il tanto paventato blocco è arrivato. Bruxelles ha interrotto l’erogazione dei fondi comunitari in Sicilia. Al momento sono soltanto 10 milioni di euro ma come un effetto domino lo schiaffo per la Regione Siciliana potrebbe essere ancora più grave, visto che entro l’anno, il governo dovrebbe spendere 400 milioni di euro di fondi comunitari.

La Commissione Europea  pare che accusi Palazzo d’Orleans di irregolarità delle spese eseguite. Da Bruxelles arriva una nota che comunica che probabilmente non dovrebbe rimborsare le somme che la Regione ha certificato nei primi sei mesi di quest’anno. Gli appalti contestati riguardano i grandi progetti che sono stati finanziati dalla Regione ma che inizialmente non erano compresi nei piani di spesa dei fondi europei.

Una forzatura normativa che da Bruxelles non è stata gradita. Appalti a quanto pare inseriti in extremis quando già lo scorso anno, Palazzo D’Orleans si trovò in forte ritardo sulle scadenze della spesa.

Insomma, sembrerebbe che le procedure eseguite dalla Regione per aumentare negli ultimi mesi i livelli di spesa ed evitare di perdere appunto i finanziamenti comunitari fanno acqua da tutte le parti.

Ma non è la prima volta che Bruxelles bacchetta la Sicilia. Uno dei casi più eclatanti riguarda il blocco di 380 milioni di euro bloccati dalla Corte europea.

Gravi carenze nella gestione e nei controlli” dei Fondi europei. È sostanzialmente questa la motivazione con cui Bruxells ha respinto definitivamente il ricorso dell’Italia contro il taglio di circa 380 milioni di euro ai fondi europei per la Sicilia (Por 2000-2006).

In pratica l’Ue non versò 380 milioni di euro di fondi stanziati per l’Isola, perché chi doveva controllare – la Regione – non ha controllato e questi fondi sarebbero finiti a fondo perduto in truffe e raggiri su progetti mai realizzati e comunque c’era il rischio che non fossero spesi per assenza di programmazione.

Chi ha sbagliato deve pagare” furibondo tuonava Musumeci a seguito della sentenza. Ma nel frattempo chi paga è lo sviluppo della Sicilia e i suoi abitanti.

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