25 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 18.14
Messina

De Luca: "Uno dei figli del procuratore generale era proprio lì"

Cateno De Luca scatenato da Giletti: “Figli di magistrati assunti nella formazione professionale” [Video]

27 Novembre 2017

Ha attaccato frontalmente la magistratura di Messina per l’inchiesta che lo ha travolto già all’indomani del voto per le elezioni regionali. E’ scatenato Cateno De Luca davanti alle telecamere di “Non è l’Arena”, il programma di Massimo Giletti andato in onda ieri pomeriggio su La7.

Quando il presentatore gli ha chiesto il perchè Nello Musumeci ha difeso Genovese e non lui, De Luca ha perso la calma, accusando un pezzo della magistratura dello Stretto di aver sistemato i figli negli enti della formazione professionale gestiti dalla politica e finanziati dalla Regione.

“A Messina ci sono magistrati e pubblici ministeri che hanno i figli assunti nella formazione professionale – ha gridato – dove si entra per raccomandazione, per contiguità politica. E’ una delle lotte che ho fatto quando ero in Parlamento, dove si bruciavano 500 milioni di euro l’anno”.

Secondo De Luca, le indagini che lo hanno portato agli arresti sarebbero una rappresaglia portata avanti in particolare da un giudice. Uno dei figli del procuratore generale era proprio lì – ha detto – e quando io l’ho beccato tra le varie indagini che abbiamo fatto stava tentando anche di sistemarlo nel Ciapi, un ente regionale. Questo me l’ha fatta pagare e ha fatto due denunce e tra facendo la terza”.

Non si è fatta attendere la replica dell’Associazione Nazionale Magistrati, che con una nota stigmatizza “con forza e fermo disappunto i gravi attacchi e le incresciose strumentalizzazioni, posti in essere da tempo e senza soluzione di continuità, dal neoeletto rappresentante delle istituzioni siciliane, Cateno De Luca, ai danni della funzione giudiziaria e, indiscriminatamente, ai danni dei magistrati messinesi titolari o assegnatari dei procedimenti che lo riguardano”.

L’Anm eprime “solidarietà e vicinanza alla magistratura messinese, vittima di queste aggressioni, la quale continuerà ad esercitare le proprie funzioni in silenzio, soggetta solo alla legge, libera, con rigore e serenità”.

Tag:
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Per chi forse ha già dimenticato

“Dottore questa volta non ce l’ho fatta, non ho fatto storie, non ho permesso a loro di attaccarmi le lunghe maniche bianche dietro la schiena, non ho voluto fare il “bastian contrario” come sempre e ho preso la loro medicina. A che serviva ancora dire che non era giusto? E poi a chi? In quanti siamo rimasti? Mi sono dovuto prostrare come tutti, mi sono dovuto distrarre, avrei dovuto imparare ad essere più ipocrita, mi sarebbe bastato vendere il mio intelletto".
. Rosso & Nero .
di Alberto Samonà

Il ricordo di Falcone: un’occasione persa per una memoria condivisa

Oggi è una di quelle date che dovrebbe essere patrimonio di tutti e invece, il ricordo del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo, e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, è diventato l'occasione per divisioni, distinguo, accuse, veleni, lenzuoli di protesta ai balconi e contromanifestazioni.
Rosso di sera
di Elio Sanfilippo

Il 25 aprile festa della libertà tra memoria e impegno

Anche quest’anno la ricorrenza del 25 aprile non è immune da polemiche insulse e pretestuose che puntano a delegittimare e a ridimensionare la portata storica di quel straordinario avvenimento che fu la Resistenza, quel grande movimento di popolo che restituì agli italiani la libertà e cancellò la vergognosa pagina del fascismo.