22 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento alle 20.11

il ministro dell'interno a Caltagirone

Chiude il Cara di Mineo, Salvini in Sicilia: “Era un grande business” | VIDEO

9 Luglio 2019

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“Alcune indagini hanno portato alla luce fattispecie evidenti di mafie non solo italiane, ma anche nigeriane che dal Cara di Mineo si sono allargate come potenza operativa dello spaccio su tutto il territorio. Adesso il Cara chiude ed è una bellissima mattinata…”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini a Caltagirone (Catania), dove partecipa all’inaugurazione dei nuovi locali del Commissariato di Pubblica Sicurezza e del Distaccamento della Polizia Stradale.

“Questo doveva essere dalle carte un centro per ospitare minori stranieri non accompagnati, ma fortunatamente siamo riusciti a ridurre, mettendoci in gioco, il numero di arrivi e il numero di morti. Adesso, invece qui ci saranno 61 uomini e donne delle forze dell’ordine grazie alla cocciutaggine e alla perseveranza delle istituzioni locali, regionali e nazionali”.

“Ho visto i dati a Catania e in provincia dei reati, ci sono segnali positivi – ha aggiunto -: calano i furti in abitazione e le rapine. E questo presidio di polizia sicuramente aiuterà”.

Salvini, contestato da alcuni dipendenti del centro di Mineo, è intervenuto poi in conferenza stampa, nella quale ha dedicato la chiusura del centro alla coppia di anziani uccisa in quel di Catania: “Sul Cara siamo passati dalle parole ai fatti. Pensiamo già a cosa verrà al suo posto. Si recupereranno al presidio del territorio uomini e donne, si risparmieranno un sacco di quattrini: lavoriamo per ricollocare lavoratori, ma la Sicilia, Catania e Mineo non possono fondare il loro futuro sull’immigrazione. Oggi è un bel giorno per legalità territorio che dedico ai due anziani massacrati“.

“La chiusura del Cara è una promessa fatta non solo ai siciliani, perchè il più grande centro immigrati d’Europa era un grande business da decine e decine di milioni di euro. E’ stato provato dalla procura – ha detto il ministro – che era un centro base di mafia nigeriana per lo spaccio di droga per la prostituzione, per la ricettazione e le aggressioni. Violenza stupri e omicidi come a Palagonia. Mi avevano dato del matto quando da ministro ho promesso che l’avrei chiuso perchè era un centro che raccoglieva fino a 4 mila persone. In passato le abbiamo ridotte fino a oggi che la presenza e’ zero. Questo vuol dire tranquillita’ per il territorio”.

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