16 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 23.50
Agrigento

Polemica sul destino del gioiello siciliano

Contenzioso sulla Scala dei Turchi, la Regione: “Noi disponibili a gestire la scogliera”

12 Settembre 2019

Il dottor Ferdinando Sciabarrà, un ex dirigente della Camera di Commercio risulta essere il proprietario della Scala dei Turchi. Ma questa non è una notizia nuova per i più attenti o per chi vive a Realmonte, in provincia di Agrigento.

La scogliera di marna bianca più famosa d’Italia, meta ogni anno di decine di migliaia di turisti, appartiene a un anziano pensionato che, a quanto pare, vorrebbe sbarazzarsene per via dei numerosi incidenti e dissesti idrogeologici che avvengono nella costa. Sbarazzarsene chiaramente è una parola grossa e il tutto non sarebbe di certo a titolo gratuito.

Più che altro, colui che risulta essere il proprietario dalle mappe catastali starebbe cercando aiuto da parte delle istituzioni per trovare una soluzione riguardo al destino del gioiello naturalistico di Realmonte.

Il foglio della mappa catastale numero 23 dove sono presenti le particelle 334-335-336 parla chiaro: quei pezzi di costa, sono in possesso del dottor Sciabarrà. Da sempre il pensionato non ha mai cacciato i turisti, ma la notizia della sua proprietà ha lasciato sbigottiti negli anni un po’ tutti i vari interlocutori che si sono susseguiti alla guida delle istituzioni preposte a trovare una qualche soluzione. Dall’ex assessore all’Ambiente al territorio Maria Rita Sgarlata, a cui hanno riferito la notizia durante il governo Crocetta, ai vari sindaci che si sono dati il cambio a Realmonte: fra cui Pietro Puccio e Calogero Zicari, attuale primo cittadino del piccolo paese vicino Agrigento. Addirittura il Comune tempo fa voleva avviare un’azione legale e il privato si era detto pronto a delimitare l’area e far pagare un biglietto d’ingresso.

Negli anni il dottor Sciabbarrà ha cercato una sorta di compromesso con le varie istituzioni: in primis, proprio con il comune di Realmonte. Ma dopo un paio di tentativi andati a vuoto, il pensionato si era recato da un notaio e aveva concesso l’area della ‘sua’ scogliera all’associazione Mareamico di Agrigento. Immediatamente dopo, nel novembre 2016, Sciabbarrà e l’associazione hanno presentato il loro progetto: “Dopo anni di abbandono – annunciano – verrà garantita la pulizia del sito, la sorveglianza, la sicurezza e la protezione dall’azione degli incivili che spesso hanno danneggiato la marna. Per fare tutto questo viene stabilito l’ingresso a pagamento: 3 euro a persona (esclusi i residenti). Degli incassi, il 10% andrà al proprietario privato (20% il secondo anno e 30% a regime). E per rendere il progetto appetibile per il Comune, invece, per le casse pubbliche viene previsto il 30% degli introiti da reinvestire interamente per servizi ai turisti”.

Ma il sindaco non era d’accordo e aveva rinunciato alla firma del protocollo d’intesa. Progetto quindi, mai partito.

Il nuovo accordo fra il privato e il Comune di Realmonte

In queste ore ecco che arriva l’ennesimo business plan, per uno dei tratti di costa più ambito di Italia. La bozza di accordo prevede che per 70 anni tutti gli incassi dell’uso commerciale di Scala dei Turchi siano divisi tra il comune di Realmonte (30%) e il proprietario dei terreni (70%). Questa dovrebbe essere l’intesa, che garantirebbe la gestione dei diritti d’immagine del brand “Scala dei Turchi Turism Realmomente Ag”.

In pratica al privato spetterebbe gran parte dei «diritti d’immagine» per servizi giornalistici, cinematografici e pubblicitari realizzati in quel sito. Superati i 70 anni la proprietà del marchio Scala dei Turchi passerà in mano al piccolo comune in provincia di Agrigento. Ma su questo al momento non c’è nulla di definitivo.

Musumeci a Scala dei TurchiIl progetto in queste ore sta suscitando non poche polemiche da parte di qualche politico e dei cittadini: “Molti dimenticano che la Scala dei Turchi è privata. Se lo Stato o la Regione sono interessate al bene privato, lo esproprino – pagando il giusto al proprietario – e poi gestiscano il sito nel miglior modo possibile. L’unica cosa che interessa a Mareamico è che la costa venga gestita e fruita in maniera corretta”. Afferma l’ambientalista, Claudio Lombardo che da anni si occupa della vicenda. Come si evince dalla foto in alto, in giallo è area demaniale, la parte tratteggiata è proprietà privata ossia la scogliera di marna”.

La priorità della Regione resta la pubblica utilità di Scala dei Turchi. Io so che esiste un contenzioso in corso tra il comune e il dottor Sciabbarà. Esiste una possibilità di una composizione bonaria tra i due soggetti. Ho interloquito con il sindaco Zigari, il quale mi dice che da anni c’è questo contenzioso in corso. Nel momento che verrà chiuso, la Regione intanto interverrà con una interlocuzione ufficiale del comune. A seguito potremmo essere disponibili ad assumersene la gestione del sito”. Afferma l’assessore all’Ambiente ed il Territorio, Toto Cordaro a ilSicilia.it

Non poco tempo fa l’assessore si è recato proprio sulla scogliera, con lo scopo di individuare le azioni più concrete e immediate da realizzare per mettere in sicurezza le migliaia di visitatori e scongiurare il potenziale pericolo del dissesto idrogeologico. Per l’appunto Cordaro ha anche incontrato il commissario, Maurizio Croce, per adottare un intervento urgente attraverso una rimodulazione delle somme previste nel “Patto per il Sud”.

“La Scala dei Turchi rappresenta un sito di eccellenza mondiale e in quanto tale – ha detto l’assessore Cordaro –  deve avere un canale di assoluta priorità”.

 

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