18 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento alle 06.56

Deriva infatti da due termini “spongia” latino e “isfang” arabo entrambi significano spugna

‘I Sfinci

18 Marzo 2017

‘I SfinciSan Giuseppe è il santo della Famiglia, ma anche il Santo degli Umili, degli Artigiani e in Sicilia è molto venerato. In Suo onore esistono paste, insalate, secondi di carne e di pesce, addirittura i PANI DI SAN GIUSEPPE, famosissimi quelli di Salemi, ma oggi carissimo Ugo ci dedicheremo a un dolce antico, le cui origini ci vengono addirittura narrate nel libro di Samuele e che ha avuto tantissime evoluzioni : ‘I SFINCI
-Caro Gigi, con queste sfondi un portone spalancato, subito andiamo, ma dove le gusteremo ?
-Intanto che arriviamo ti racconto questa storia : il nome di “I SFINCI” ha origine ben documentate
Deriva infatti da due termini “spongia” latino e “isfang” arabo entrambi significano spugna
E proprio come una spugna sono morbide e soffici.

Come Ti dicevo, questo dolce ha origini antichissime e comuni in tutto il Mediterraneo
Quelle palermitane sembra che siano state realizzate per la prima volta nel Monastero delle Stimmate ed erano famosissime presso tutto il popolo .
Le monache le regalavano nel giorno di San Giuseppe a tutti i poveri del Capo, il mercato che stiamo attraversando.
Il monastero, ormai non c’è più. Fu demolito nel 1875 e al suo posto sorse il Teatro Massimo. Le monache lo avevano già lasciato cinque anni prima e la ricetta si era propagata con la loro diaspora. I pasticceri palermitani arricchirono questo dolcetto sfizioso con la crema di ricotta, con l’arancia candita, con il pistacchio tritato, con il cioccolato e divenne il dolce di San Giuseppe, ma anche di Carnevale.

-Questa volta, Gigi, ti darò io notizie. Sai che sono stato a Beirut di recente, lì le chiamano ancora “isfang” e sono leggerissime, fritte nell’olio e aromatizzate con cannella e miele sono una vera e propria goduria, a Napoli, invece le chiamano zeppole di San Giuseppe e le condiscono con crema gialla e amarena al frutto
-Quelle di Napoli le conosco bene e anche quella ricetta viene dai monasteri, quello di San Giuseppe Vesuviano, quello di San Gregorio Armeno e quello, ormai scomparso della Croce di Lucca, ma tu le conosci quelle di patate ? e quelle con l’uva passa ?
-Come ? di patate ? con l’uva passa ?
-Si sono “i sfinci trapanesi” e quelle messinesi , e tutte queste andremo a gustare adesso dalla mia amica Mariagrazia.

Per voi le ricette,  Sfinci palermitane :
Versate in una pentola mezzo litro di acqua, 130 gr di burro a dadetti, 400 gr di farina e un pizzico di sale, mescolate a fuoco dolce fino a che il composto non si staccherà dalle pareti della pentola. Fate raffreddare. La buona cucina non vuole premura !
Aggiungete 10 uova all’impasto, ma badate bene uno alla volta e non aggiungete uil seguente se il primo non sarà ben assorbito. Otterrete una pastella liscia e densa staccartela a pezzetti e FRIGGETE ! mi raccomando crema di ricotta, canditi e cioccolato #ASSA’

Sfinci di patati trapanisi :
preparate un buon purè di patate senza formaggio, aggiungete farina, zucchero, lievito vaniglinato , il succo e la scorza grattugiata di un’arancia (io ci aggiungo anche uno sciottino di Cointreau)
impastate bene e, dopo coprite l’impasto con un tovagliolo e lasciate lievitare per circa un’ora. Appena pronto, staccate a pezzetti e FRIGGETE mi raccomando, zucchero, cacao e cannella #ASSA’

Sfinci missinisi :
disponete la farina a fontana, versate al centro olio, e un pizzico di sale, impastate aggiungendo acqua tiepida a poca, a poco – sciogliete il lievito di birra in 30 gr di acqua tiepida aggiungetelo
incorporate nel composto l’uva passa che avete ammorbidito nella malvasia.
Coprite e aspettate un’ora, dopo FRIGGETE e non dimenticate lo zucchero #ASSA’
Buon San Giuseppe,
Il Vostro #cuocoperamico

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