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Palermo

In memoria della ragazza assassinata dalla mafia

“Il Coraggio e la libertà: la storia di Lia Pipitone”, un pomeriggio di riflessione | VIDEO

30 Marzo 2019

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Pomeriggio di riflessione sul ruolo delle donne nella lotta alla mafia alla Direzione Didattica “Rosolino Pilo” di Palermo. Nell’ambito del progetto legalità, finanziato dalla Legge 15 della Regione Sicilia, dal titolo “Il Coraggio e la libertà: la storia di Lia Pipitone” è stato organizzato un seminario rivolto alle famiglie, agli alunni e alle insegnanti della scuola di via Sebastiano La Franca nel quartiere Oreto.

Il convegno dal titolo: “Mi prendo cura di me” è stato un susseguirsi di emozioni e riflessioni importanti sulla violenza di genere e sull’importanza della memoria. Il filo rosso che ha tessuto la trama della manifestazione è stata la figura di Lia Pipitone, una giovane donna uccisa il 23 settembre del 1983 per volere del padre Nino Pipitone, noto boss del quartiere Acquasanta di Palermo. L’unica colpa di Lia, il desiderio di essere libera dalle logiche becere di cosa nostra. Insomma una figlia di mafia che non voleva più esserlo.

Il seminario è inserito in un percorso che ha visto impegnati gli alunni delle terze, quarte e quinte classi della scuola in partenariato con l’associazione Marionettistica Popolare Siciliana e con gli esperti esterni Mari Albanese e Angelo Sicilia.

All’evento organizzato e fortemente voluto dalla Preside Lina Pizzolanti e dall’insegnante Pamela Vassallo, hanno partecipato Adriana Argento responsabile del Centro Antiviolenza Lia Pipitone e Lia Di Mariano, collaboratrice dell’associazione Millecolori Onlus.

Un pomeriggio in cui non potevano mancare la poesia, il teatro, la musica. L’attrice Francesca Picciurro e Giuseppe Zappalà hanno infatti interpretato diversi brani tratti dal libro di Salvo Palazzolo e Alessio Cordaro “Se muoio, sopravvivimi” che parla della storia della giovane donna uccisa dalla mafia. A seguire una commovente performance teatrale dal titolo: “Io sono…”realizzata dagli alunni delle terze e quarte classi della scuola, un lavoro empatico che ha emozionato e fatto riflettere i presenti sul ruolo della donna nella lotta alla mafia, un passaggio di testimone alle nuove generazioni.

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