21 ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento alle 01.23
Palermo La denuncia di un gruppo di mamme

Il giallo di Villa Malfitano, chiusa da tre settimane. Le famiglie insorgono

11 ottobre 2017

A Palermo i parchi e gli spazi verdi non abbondano né in periferia né in centro, quei pochi che ci sono sono considerati dei presidi dalle famiglie, dei luoghi importanti dove poter portare i propri figli per farli giocare all’aria aperta.

Villa Malfitano rappresenta questo per tante famiglie che risiedono in quel quartiere, ma non solo, anche per gli asili che si trovano in quella zona. Da tre settimane il parco della villa, in via Dante a Palermo, è chiuso al pubblico. L’accesso è consentito ai turisti per visitare la villa. Nel 2013 il sindaco Leoluca Orlando ha firmato una convenzione con la Fondazione Whitaker (che gestisce villa Malfitano e il giardino) che scadrebbe nel 2018, per la cogestione della villa, in particolare per la manutenzione degli spazi verdi, permettendo così l’apertura dello spazio al pubblico.

Il Comune si è quindi offerto di garantire la manodopera per adempiere alle necessarie attività di cura degli spazi verdi e per garantire la sicurezza. “Ogni giorno ci prendiamo cura di un gruppo di bimbi, – dice Annalisa Monteleone che gestisce un nido in casa – e crediamo che il modo migliore per crescere sani e imparare ad amare il mondo è trascorrere molto tempo nella natura, maestra di vita e fonte di esperienze importanti, che segnano crescita e la sensibilità di ogni essere umano. Nella città di Palermo non sono molti gli spazi verdi davvero a misura di bambino, dove l’inquinamento nelle sue varie forme, acustico, olfattivo, di sporcizia, non prevale. Un’eccezione a tale scarsità di luoghi verdi è il giardino di Villa Malfitano, meravigliosa oasi verde in una zona piena di palazzi e traffico. Per i nostri bambini la villa è un principale punto di riferimento, un importante luogo dove riscoprire la natura e le sue magie, dove incontrare altri bimbi e altri genitori, al sicuro e al contatto con piante e animali. Da tre settimane la villa è stata chiusa al pubblico. Noi, i nostri bambini, il quartiere, siamo stati privati di una grande risorsa e di un luogo quotidiano fondamentale”.

La Fondazione Whitaker gestisce la villa che comprende circa 8 ettari, e quindi richiede un gravoso lavoro di manutenzione e gestione del verde. La Fondazione Whitaker, in assenza del personale del comune, si è ritrovata costretta a chiudere i cancelli, in attesa di nuova riassegnazione di nuova manodopera, per la quale ha già fatto ufficiale richiesta. “All’interno del nido che gestisco – continua Monteleone – c’è un piccolo giardinetto, ma niente di paragonabile con il giardino di villa Malfitano. Dentro quel parco abbiamo conosciuto tanti altri bambini e tante famiglie che oggi come noi non possono usufruire di quello spazio importante. Noi tutti, in quanto cittadini palermitani, chiediamo di mettere in condizione la Fondazione di tenere aperti i cancelli della villa, perché riteniamo che sia un bene di grande valore per tutta la città, luogo di incontro per molti bambini e genitori, luogo di vanto per i turisti che vogliono conoscere e apprezzare la nostra città. Noi chiediamo che venga riaperta la villa subito, perché la nostra città ha bisogno di spazi verdi, di luoghi vivibili e di un amministrazione che risponda alle esigenze dei cittadini“.

L’assessore al Verde del Comune di Palermo, Sergio Marino, spiega “Gli operai erano quelli della Reset, società che purtroppo non ha più il budget per pagare gli straordinari agli operai. Con quelle somme straordinarie si pagavano gli operai impegnati su Villa Malfitano. Adesso che in Comune si è approvato il Bilancio mi impegno in prima persona a trovare le risorse per potere riaprire la villa alle famiglie e ai bambini della città“.

Le famiglie hanno anche lanciato una petizione su change.org.

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