22 Luglio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 10.18

Giuseppe Lanzafame, dei Lavoratori delle Poste della Cisl : "Il governo ci ripensi; l'eventuale privatizzazione sarebbe un errore strategico".

Ennesima privatizzazione di Poste Italiane. Cisl Sicilia: “Si denigra la sua storia”

13 Febbraio 2017

Pezzettino dopo pezzettino, percentuale dopo percentuale, il Governo nazionale sta portando alla privatizzazione della società Poste Italiane. Il sindacato della Cisl Sicilia non ci sta e per mezzo del suo segretario, Mimmo Milazzo, si scaglia contro la decisione di destatalizzare la S.p.a.: “La collocazione sul mercato di un altro 30% di Poste italiane sarebbe un’ipoteca sul diritto di cittadinanza e una minaccia per i lavoratori. A pagare il prezzo più alto, i 900 part time, gli uffici dei piccoli Comuni, il recapito nei piccoli centri”.

lanzafame-slp-cislMilazzo sostiene come l’ulteriore privatizzazione del 30% sarebbe “una mera operazione di cassa – afferma – che, sull’altare di una logica squisitamente contabile, con l’unico obiettivo di ridurre il debito pubblico, sacrificherebbe la funzione sociale, la valenza economica, la storia e la cultura di un’azienda che è ancora la cassa di risparmio della gran parte dei pensionati, dei lavoratori e delle famiglie, nel Paese”.

Gli fa eco il segretario regionale del Sindacato dei Lavoratori delle Poste della Cisl (Slp Cisl) Giuseppe Lanzafame (in foto a destra): “Il governo ci ripensi; l’eventuale privatizzazione sarebbe un errore strategico”.

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