22 novembre 2017 - Ultimo aggiornamento alle 08.18
Palermo Il 2016 si chiudera con la crescita dello 0,6 per cento del Pil

Il Modello Sicilia è l’andamento lento. Fuori dalla recessione ma la crescita è piccina picciò

6 gennaio 2017

La Sicilia rallenta ma si lascia alle spalle la fase recessiva che ha avuto il suo picco nel 2014 con il Pil crollato a -2,6%. Per il servizio statistica della Regione, il 2016 si chiuderà con segno positivo. La crescita si aggirerà, si legge nella nota congiunturale appena pubblicata, intorno allo 0,6%, tasso che secondo gli analisti dovrebbe ripetersi anche alla fine dell’anno appena entrato. Prudenti dunque gli analisti del dipartimento Economia, per i quali le stime inducono tuttavia “incertezze sui tempi e sui modi del recupero del sistema economico siciliano”.
E’ del resto evidente che il recupero del livelli di fiducia relativi agli anni precedenti alla crisi deve scontare il superamento delle motivazione cautelative che hanno a lungo limitato le decisioni di spesa“, spiega il responsabile del servizio statistica Giuseppe Nobile. “Ciò nonostante, alcune importanti tipologie di consumo hanno registrato una ripresa“, aggiunge. Un indicatore che rivela questo andamento è il numero di immatricolazioni di nuove autovetture che per anni non ha mostrato alcun recupero della forte flessione avvenuta a partire dal 2008, ma che nel 2015 e nel 2016 è tornato a registrare variazioni positive, in sintonia con la tendenza nazionale. Anche la spesa turistica dei siciliani all’estero, secondo i dati della Banca d’Italia, è in netto aumento nel 2016: più 15,2%, contro un incremento del 2,3% a livello nazionale. Agli effetti delle dinamiche produttive ha fatto da filtro, nel mercato del lavoro, l’interposizione delle politiche attive. Sotto il probabile influsso del programma di aiuto all’occupazione “Garanzia giovani”, che ha fatto registrare in Sicilia il più alto numero di adesioni a livello nazionale, e del Jobs Act, i dati indicano che il numero di occupati in Sicilia ha subito una variazione positiva del 2,3% nel 2015, pari a 31 mila unità in più rispetto all’anno precedente. I dati riferiti al 2016 sono invece contrastanti: confermano questo processo di recupero nel numero di occupati solo relativamente ai primi due tre trimestri ed evidenziano nell’ultima rilevazione una evidente inversione di tendenza (2,5%, 1,3% e -0,8% rispettivamente). In particolare danno indicazioni positive in tutte e tre le rilevazioni solo per il settore dei servizi mentre segnano cali di occupati sia per l’agricoltura (-7,6%, -0,8% e -3,5%) che per l’industria (-0,9%, -8,0% e -4,9%) ed in special modo per le costruzioni (7,1%, -11,6% e -16,1%). Il tasso di disoccupazione, in analogia all’intero territorio nazionale, registra una riduzione passando dal 22,2% al 21,4% tra il 2014 e il 2015. Ciò nonostante rimane tra i più alti in Italia. Nei primi tre trimestri 2016 il tasso si è portato stabilmente su un valore leggermente più elevato (21,9%). Riguardo agli interventi Inps, in termini di ore complessivamente autorizzate di cassa integrazione guadagni il rapporto rileva in Sicilia, nel periodo gennaio-novembre 2016, un calo positivo del 14,1% rispetto al corrispondente periodo del 2015.

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