20 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento alle 19.44

le dichiarazioni del giudice antimafia

Il pm Di Matteo scende in campo: “Mi candido al Csm”

26 Giugno 2019

Il pm antimafia Nino Di Matteo scende in campo e decide di accettare la candidatura al Csm. Lo fa nel momento in cui i riflettori sono puntati sulla magistratura, parla di “correnti”, “giochi” di “potere” e di “spallate”.

Un sistema non più tollerabile – dice – cui occorre dare una spallata. Le correnti non sono più soltanto dei gruppi di potere interno ma esprimono la loro forza anche all’esterno“. Secondo Di Matteo, questo riuscirebbe a condizionare le carriere e il lavoro quotidiano dei giudici.

In un’intervista Il Fatto Quotidiano, il magistrato motiva così la scelta di accettare l’invito a candidarsi. “Non sono iscritto ad Autonomia e Indipendenza – continua –non sono iscritto a nessuna corrente e non è mia intenzione farlo”.

Poi dice di nutrire stima nei confronti di Ardita e Davigo. “L’accesso agli organi di autogoverno così come a quello dei ruoli direttivi dell’Associazione nazionale magistrati non possono essere condizionati dal criterio dell’appartenenza a correnti”.

Infine, Di Matteo si dice scevro da condizionamenti provenienti dal passato ma “ci sono pagine importanti nella nostra storia, non solo questo squallore”.

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