25 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 18.14

Tra i ricorrenti Scala e Vinciullo

Incandidabilità: ricorsi in vista da parte dei non eletti all’Ars, seggi a rischio

16 Novembre 2017

I moduli di candidatura fatti firmare dalla Regione ai candidati all’Assemblea regionale siciliana non citano la legge Severino, quella vigente sul tema dell’incandidabilità, ma una norma superata del 1990. Sarebbe questo l’appiglio al quale si stanno aggrappando alcuni candidati non eletti alle elezioni regionale del 5 novembre scorso per presentare ricorso. Tra i ricorrenti l’ex sindaco di Alcamo Giacomo Scala, candidato non eletto nella lista Sicilia futura, a Trapani, e Enzo Vinciullo, non eletto nella lista Ap a Siracusa, che sta formando un comitato per presentare i ricorso.

In questo modo vogliono riscrivere il risultato delle regionali del 5 novembre facendo estromettere dall’Assemblea regionale siciliana chi non ha rispettato la legge Severino nella presentazione della candidatura. A quanto pare, infatti, alcuni solo alcuni eletti hanno indicato il riferimento alla nuova legge nelle autocertificazioni, la gran parte no. Proprio su questo farebbero leva i candidati che andranno dai propri legali per far presentare i ricorsi dopo aver avuto accesso agli atti dei candidati eletti.

La vicenda era divampata ad inizio di ottobre. Il prof. Massimo Costa, leader degli indipendentisti del movimento ‘Siciliani liberi’ aveva denunciato che “un errore nei moduli di accettazione delle candidature predisposti dalla Regione, che ignora nel documento la legge Severino, sta creando il caos all’apertura degli uffici elettorali per il deposito delle liste”.

Nella vecchia norma, aveva detto Costa – quella citata nella modulistica, non sono previsti come causa di incandidabilità alcuni reati che invece sono contemplati nella legge Severino, che è più restrittiva. Tra i reati che precludono la candidabilità nella Severino ci sono: istigazione alla corruzione, abuso d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, interruzione di un servizio pubblico da parte dei capi o promotori, sottrazione o danneggiamento di beni sottoposti a sequestro penale e traffico di influenze illecite.

L’ufficio elettorale della Regione siciliana aveva ribattuto: “I moduli di accettazione dei candidati sono conformi alla legge regionale 29 del ’51, noi siamo in Sicilia e dunque applichiamo la nostra norma. Dunque i moduli sono quelli e non si toccano”. Secondo l’ufficio elettorale “le disposizioni della legge Severino” sulle incandidabilità, “come recita l’art.14 si applicano anche alle Regioni a statuto speciale”. E ancora: “I moduli non si presentano alla Regione ma nei Tribunali, saranno loro a decidere”. La battaglia dei ricorsi è aperta.

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