18 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento alle 12.37
Enna

Dal 12 al 14 aprile

La Casazza di Nicosia, una suggestiva rappresentazione itinerante

11 Aprile 2019

Ogni angolo della Sicilia custodisce suggestive tradizioni che si tramandano da generazione in generazione e Nicosia, città in provincia di Enna chiamata dei 24 Baroni, lo è delle “Casazze“, rappresentazioni itineranti figurate, con personaggi in costume d’epoca divisi in gruppi simboleggianti episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento.

Le Casazze ebbero origine a Genova e il termine deriverebbe, probabilmente, dal luogo di ritrovo, grandi case dette appunto casacce o casazze, delle Compagnie dei Disciplinanti o Flagellanti, formatesi intorno al 1260. Nelle Casazze, in cui si riunivano per pregare, i confratelli, terminata la preparazione spirituale, partecipavano in processione seminudi ed armati di flagelli per autopunirsi. A Genova l’usanza si è perduta all’inizio del XIX secolo, ma è sopravvissuta a Savona, in altri paesi liguri ed è approdata in Sicilia, intorno al Cinquecento, grazie alle strette relazioni commerciali tra Genova e Palermo.

Le Casazze in Sicilia

Per avere notizie delle “Casazze“ in Sicilia dobbiamo risalire al 1591 quando a Palermo si ha memoria di un rito celebrato dalla Reale Confraternita della Madonna de’ la Soledad. Da allora, un po’ in tutta l’isola, si ebbe la loro diffusione e, col passare degli anni, all’originario spirito religioso si aggiunse anche una ricercata spettacolarizzazione dell’evento che, comunque, mantenne sempre l’originario pathos mistico. Tra il XVI e il XVIII secolo acquistarono eccezionale sfarzo.

La Casazza di Nicosia

La Casazza di Nicosia 

La Casazza di Nicosia fu, da subito, probabilmente, la più sontuosa , come riferisce S. A. Guastella nel suo Libretto di utili cognittioni (sec. XVII) che, raccogliendo i canti carnascialeschi in cui si indicavano gli estrosi soprannomi, ciurii bagiani, di terre e paesi della Sicilia seicentesca, riguardo Nicosia, così riportava: “…Larruna, e ran tabbaccu a Licuddia, li ippisara e li scecchi allintati; ppi prucissioni vinci Nicuscia“, in riferimento proprio alla Processione della Settimana Santa perché vi si portavano in giro “…tutti li personaggi del Passio e tutti sono vestiti di vestimenta preciosissime“. La grandissima cassa di risonanza della Casazza di Nicosia è da ricercarsi nella sana competizione dei Nobili Baroni, che finanziavano le varie scene itineranti e facevano a gara, fra loro, a chi realizzasse la più bella e più opulenta.

Alla fine dell’Ottocento la Casazza di Nicosia, che era composta da 35 scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, veniva rappresentata il Giovedì Santo, durava circa 12 ore e vedeva la partecipazione di oltre 4.000 fra attori e figuranti. Questo grandissimo evento, che si muoveva da piazza San Francesco di Paola alle 9 del mattino per concludere il suo percorso itinerante per le vie della città alle 21 in piazza Garibaldi, portava a Nicosia più di 15.000 visitatori. La Casazza di Nicosia, fu descritta nei dialoghi e nelle scene, come in una vera e propria partitura scenografica, dal Protonotaro Apostolico della chiesa di San Nicolò “don Santo De Luca”, che fornì una dettagliata descrizione dei dialoghi e dei costumi. Alcune copie dei manoscritti perduti vennero fortunatamente trovate fra le cataste relegate in soffitta da un nobile locale, il barone Salomone, che le ha trascritto, trasmettendole per intero. Pochi anni addietro, Giovanni D’Urso e Salvatore Lo Pinzino, esperti conoscitori e appassionati della storia locale, ne hanno ricavato un libro dal titolo: “La Casazza di Nicosia”.

 

La Casazza ai nostri giorni  

Dal 2016, grazie ai già citati manoscritti, si è recuperata questa antica tradizione drammaturgica, progettandone le rappresentazioni come in un film a puntate, 3 o 4 scene per ogni anno, visto l’impossibilità di sostenere economicamente la spesa di tutte e 35, dei relativi costumi e dei circa 4000 attori e figuranti per montare l’intera rappresentazione in un’unica edizione. L’impegno e la dedizione del mondo associativo nicosiano, ha permesso di riproporre durante la prima edizione, quella del 2016: l’Entrata di Gesù a Gerusalemme, il Tradimento di Giuda e l’Ultima Cena. Nel 2017: Gesù che fa orazione nell’orto degli ulivi, Gesù nel Sinedrio e il processo di Pilato. Nel 2018, invece, una delle pagine più emozionanti e coinvolgenti, la flagellazione e la crocifissione di Cristo.

Già dopo la seconda riedizione del 2017, la manifestazione è stata inserita nel REIS (Registro Eredità Immateriali Siciliane) tenuto dal Dipartimento Regionale dei Beni Culturali che, patrocina e sostiene l’evento in concomitanza con l’assessorato regionale al turismo che sentitamente ringraziano. Da gennaio 2018, si è costituito il coordinamento associativo “la Casazza di Nicosia” a cui  aderisce gran parte del tessuto sociale nicosiano che vuole trascinare in questa atmosfera rarefatta e senza tempo i tantissimi visitatori, ogni anno sempre più numerosi.

La Casazza di Nicosia

Tra gli organizzatori, Giovanni D’Urso, presidente del Coordinamento Associativo e l’amico Salvo Burrafato, del gruppo promozione e marketing, che lo scorso ci ha raccontato con grande passione questa manifestazione, facendocela vivere da protagonisti. Quest’anno le scene rappresentare saranno: Adamo ed Eva; Il sacrificio di Abramo; Il giudizio di Re Salomone; La Natività e la fuga in Egitto; La strage degli Innocenti; Gesù tentato dal Demonio; Gesù e la Samaritana; L’entrata trionfale a Gerusalemme. I giorni dell’evento, venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 aprile con 7 repliche a partire dalle 16 e fino alle 22.

Viva la Casazza di Nicosia e viva le meravigliose tradizioni di cui la Sicilia è ricca.

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