19 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento alle 19.56

Le Verità Interpretate

25 Maggio 2018

Carissimi,
Come si fa a non restare frastornati anche se siamo qui soltanto per ironizzare su usi e costumi del nostro prossimo? Siamo convinti che si tratti di un vero e proprio periodo di cambiamento o dobbiamo lasciarci fottere per l’ennesima volta dal Gattopardo e dai suoi eredi?
Lo so, io il venerdì vi lascio sempre con tante domande ma credetemi lo faccio perché come tanti di voi io sono una persona “all’antica” della generazione 1.0 che ha ancora tante domande poiché non è saccente e in più umanamente sbaglia perché non è arrogante e in fine parla piano perché non è un urlatore.

Un “disadattato” vi verrebbe di dire con ciò che è sotto i nostri occhi, però, “cogito e quindi sono”! Il mio “cogitare” diventa sempre di più coinvolgente se è vero, come è vero che spesso vi incontro nei vari contesti professionali o privati che ancora mi permetto di frequentare e con il sorriso mi chiedete: “ma che volevi dire venerdì scorso?”. Io osservo e mi faccio un’idea, la mia idea, poiché non impongo a nessuno le mie verità perché non ho qualcosa che non esiste, “la verità”.

Ho visto questa parola “verità” essere negli anni dileggiata da tanti spergiuri che costruivano la loro verità per avvantaggiarsi su alcuni o danneggiare altri, altro che falsi o inesatti curriculum. Ho visto gente dire cose palesemente false avendoli conosciuti e osservati e perché no, seguiti nel tempo, da esser testimone di scomode verità (sempre da me denunziate) falsate da interpretazioni maldestre o mendaci da divenire a loro volta “verità vincenti” e quando le verità sono vincenti, conservare la memoria del giusto e come percorrere con la stessa incoscienza, contro corrente, la “corsa dei tori a Pamplona”.

Sono stufo di vedere attraverso gli occhiali dei direttori di giornali o degli opinionisti ospiti fissi dei talk-show, i primi impiegati di una proprietà con palesi interessi, i secondi più che opinionisti, “costruttori di opinioni” preconfezionate, spesso anche loro impiegati di altre proprietà con palesi interessi. La riprova di ciò sta nel fatto che se dici ciò che pensi di per sé può non interessare a nessuno, quante interviste ripetono ormai le stesse parole come quelli degli analfabeti calciatori alla fine di una partita?

Se di contro dici ciò che il format vuole sentire, magari non sei interrotto e non ti parlano di sopra, bollando il tutto come “una saggia verità”.
Pertanto Amici miei, quello che sta succedendo è davanti i vostri occhi e non è di certo ciò che vi stanno raccontando chi è pagato per “leggervi le favole”. Abbiamo costruito una società al ribasso affinché squallidi personaggi affabulatori potessero governarla da amministratori delegati di interessi consolidati, di coloro che i soldi li hanno da generazioni e non vanno di certo in tv, di coloro che odiano le telecamere o giornali, ma spesso li possiedono, Gattopardi che vivono in ville con siepi così alte da essere impenetrabili alla vista e mandano a studiare i loro figli all’estero nelle migliori università del mondo (tipico di sultanati o di repubbliche delle banane del terzo mondo).

Denunciamo spesso la società indiana per le caste sociali, ma credete che da noi le caste sociali non esistano? Credete veramente che come predica la chiesa “siamo tutti uguali?” Forse lo nasciamo tutti uguali, poi ognuno di noi si incanala in uno schema sociale diverso, dove c’è chi parte da zero e resta zero, c’è chi parte da zero e può arrivare soltanto a cinque, c’è chi parte da cinque e può arrivare soltanto a nove e c’è chi parte da nove per arrivare a dici. Non tutti la domenica a tavola ospitano un “cardinale”.

Quindi l’organigramma di questa società è presto fatto, il vero potere storico nascosto, un affabulatore amministratore delegato, un gruppo di utili idioti al suo servizio, un vetro blindato di grosso spessore e sotto una pletora di gente “fuddrata” che parte da zero nella speranza di giungere a cinque. Questo è lo schema che molti di noi vedono da tempo, altri sono distratti da imprese sportive, bei concerti, belle ballerine o slogan visionari di presa e a questo punto c’è chi ancora prova meraviglia in ciò che sta vivendo in questi giorni?

Come al solito, non lasciatevi distrarre dal dito, guardate la luna. Qui l’attenzione non va posta su sconosciuti che con voglia di cambiare lo status-quo affacciano nella ribalta politica, non cercate esperienze e peccati in loro, non perdete tempo a chiedervi a chi devono realmente rendere conto, non sono state le urla di un comico dai palchi nelle piazze ad avere ingenerato ciò, costui se mai ha raccolto in un continuo crescendo dei consensi tutto il malcontento di tutto quel popolo che vive compresso sotto quel vetro blindato con una energia cinetica che aumenta sempre più, in una entropia crescente che prima o poi troverà un punto di crisi in quel vetro e a quel punto trasborderà piena di odio.

Non vorrei a quel punto esser nei panni degli utili idioti signor nessuno che fino ad oggi, in questi anni hanno creduto di fare il bello ed il cattivo tempo.

Un abbraccio, Epruno.

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