17 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento alle 20.05

Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, ritratto di una regina intrigante

22 Marzo 2019

Probabilmente, molti tratti caratteriali li avrà ereditati dalla madre, l’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo – una donna che, senza ombra di dubbio, è stata protagonista della storia del settecento – certo è che Maria Carolina d’Asburgo­-Lorena, andata sposa a Ferdinando di Borbone, re di Sicilia e di Napoli, non si accontentava di fare da controfigura sul palcoscenico politico ma pretendeva di disegnare, in tutta autonomia, i destini del Regno approfittando della manifesta indolenza dello stesso sovrano.

A lei si devono infatti talune aperture della dinastia borbonica ma, sempre a lei, si debbono anche alcune chiusure, soprattutto a livello di politica internazionale, come il legame sempre più stretto con l’Austria a scapito degli antichi e proficui rapporti con il governo di sua maestà britannica.

Inoltre, non amava i francesi, la sua avversione verso di loro, divenuti nemici dopo la rivoluzione, nasceva anche dalla terribile sorte cui era andata incontro la sorella maggiore, la regina Maria Antonietta, ghigliottinata dai giacobini nell’ottobre del 1793. La posizione di donna intrigante, che dettava l’agenda politica del regno, funzionò fino a quando, nel 1799, arrivarono i francesi costringendo la corte borbonica a lasciare Napoli per fare vela, scortata da navi della flotta inglese, per la Sicilia.

Da allora, anche se il corso della rivoluzione fu effimero perché fermato da una controrivoluzione plebea (i cosiddetti sanfedisti) guidata da un personaggio di grandi ambizioni e altrettante qualità, come il cardinale Fabrizio Ruffo, il dominio del regno borbonico sul territorio continentale fu estremamente precario, tanto che nel 1806, per sfuggire alle armate napoleoniche, la corte dovette riprendere il mare per raggiungere quella Sicilia che avrebbe riservate molte amarezze alla dinastia borbonica.

In Sicilia, mettendo da parte il gossip di cui sono piene certe cronache, Maria Carolina non si rassegnò ad essere figura di contorno, nonostante la presenza delle truppe inglesi arrivate a garanzia della difesa dell’isola, cercò di indirizzare la politica del regno cercando di imporsi allo stesso marito che sembrava disinteressarsi del governo e preferire di godere dei piaceri che quell’esilio-soggiorno forzato gli offriva. Quei comportamenti della regina, che definiremmo oltre le righe, era evidente che innervosissero gli inglesi e soprattutto colui che, di fatto, era divenuto il vero dominus del Regno, il riferimento è a Lord William Bentick che, oltre a essere il rappresentante del governo era anche il comandante del corpo di spedizione britannico. Fra l’altro, proprio Maria Carolina, nel corso della crisi del 1812, divenne la più feroce avversaria dei baroni che avevano imposto la costituzione al sovrano.

La sua ira, divenne così evidente, che il plenipotenziario inglese, approfittando del fatto che il re si era sospeso dalle funzioni investendo il figlio Francesco dei poteri dell’alter ego, si rese conto che la permanenza in Sicilia Maria Carolina, a cui venivano addebitate perfino accuse di intelligenza col nemico, avrebbe creato sempre nuovi problemi e difficoltà. Fu a quel punto, senza trovare molte resistenze nel vecchio sovrano, che Bentick per il bene del Regno decise di spedire a Vienna, nella casa paterna, la vecchia regina.

Con suo grande disappunto, e in malo modo, Maria Carolina fu costretta ad imbarcarsi su una nave inglese che salpò da Palermo il 14 giugno 1813 per raggiungere l’Austria il 19 gennaio 1814. A Vienna, nei pochi mesi che gli rimasero da vivere, morì infatti il successivo 8 settembre, piuttosto che assumere un atteggiamento defilato, volle essere anche lì essere protagonista delle vicende politiche. Si racconta che l’imperatore Francesco II, figlio del fratello Leopoldo II e genero di Maria Carolina per averne sposato la figlia Maria Teresa, avesse fastidio di questa suocera intrigante che voleva avere voce anche in sede di Congresso di Vienna. Infatti, proprio grazie anche ai suoi intrighi, l’ingrato Ferdinando che già si consolava con Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia, poté riavere la corona del Regno delle Due Sicilie.

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