16 gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento alle 12.33
Palermo Secondo gli investigatori il dirigente avrebbe anche rapporti con la mafia

“Mazzette in cambio di documenti sulla regolarità contributiva”, nei guai ex vicedirettore Inail

13 novembre 2017

Questa mattina i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo hanno dato esecuzione a un sequestro per equivalente nei confronti di Giuseppe La Mantia, ex vice direttore Inail di Palermo ed ex direttore dell’ufficio di Termini Imerese, ritenuto responsabile di “aver consentito illecitamente il rilascio di numerosi DURC (Documenti unici di regolarità contributiva), a favore di imprenditori che in cambio avrebbero pagato sostanziose mazzette”.

Il provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, su proposta della Procura della Repubblica di Palermo, è stato eseguito dalle Fiamme Gialle del GICO di Palermo, che hanno sequestrato immobili e conti correnti nella disponibilità dell’ex dirigente, per un valore complessivo di 516 mila euro.

Oltre ai reati di corruzione e concussione, gli investigatori sostengono che La Mantia avrebbe “truffato la stessa INAIL, attestando falsamente le proprie presenze in ufficio”. La Mantia “chiedeva ad altri dipendenti di sottrarre e distruggere la documentazione custodita presso gli uffici Inail di Termini Imerese, durante l’esecuzione di perquisizioni svolte nei suoi confronti, da parte dei finanzieri, incaricati dall’Autorità Giudiziaria”.

Inoltre, fa sapere la Guardia di Finanza, che le indagini “hanno fatto emergere la vicinanza del La Mantia a diversi esponenti di cosa nostra”.

“Di La Mantia – concludono gli investigatori – hanno parlato anche alcuni collaboratori di giustizia, riferendo di una sua partecipazione alla gestione degli appalti di cui al tempo si era occupato Angelo Siino, il ‘ministro dei lavori pubblici’ della mafia”.

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