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Palermo

Dopo quasi 30 anni mancano ancora i fondi

Metropolitana addio? Il sogno di Palermo chiuso nel cassetto [VIDEO+FOTO]

1 Gennaio 2018

PALERMO. «Lo “Sblocca Italia” si è rivelato solo un bluff. Almeno per Palermo». All’interno del Polo Infrastrutture del Comune di Palermo c’era chi ci sperava seriamente, ma anche chi – dopo un ventennio di attesa – ormai non ci crede quasi più. Un mix tra speranza e rassegnazione. Stiamo parlando della Mal, la Metropolitana Automatica Leggera di Palermo, che garantirebbe una volta per tutte la risoluzione dall’annoso problema del traffico nel Capoluogo siciliano.

Un’opera faraonica attesa da oltre vent’anni, sotterrata da un lungo dibattito politico che alla fine l’ha vista “perdente” al cospetto del più economico e veloce appalto del tram.

Renzi e Lupi

A 3 anni dal decreto di Renzi (con l’allora ministro Lupi) sullo stanziamento di fondi per infrastrutture nazionali, Palermo ne esce al punto di partenza. Come in uno spietato gioco dell’oca, la carta “imprevisti” ci ha fatto tornare alla casella del “via”: e di fondi non se ne vede neppure l’ombra. La Mal infatti era inserita insieme ad altre tre grandi opere nazionali nella graduatoria di quelle “in stand-by”: «I fondi derivanti da revoche per il non rispetto dei tempi delle opere elencate – si legge nello Sblocca Italia 2014 – saranno destinate alle seguenti infrastrutture: 1° Lotto della Termoli-San Vittore; completamento della Circumetnea di Catania; metropolitana di Palermo 1° stralcio Oreto-Notarbartolo; metropolitana di Cagliari». 

Dunque, tutto da rifare. Abbiamo scherzato (si fa per dire!). Da 11 anni, intanto, i tecnici dell’Associazione Temporanea di Imprese che aveva vinto la gara per la progettazione preliminare (da 6,3 milioni di euro) aspettano ancora il pagamento. Per realizzare questo sogno, servirebbe la cifra “monstre” di 3 miliardi e mezzo di euro. Per il solo 1° stralcio fra materiale rotabile, opere civili e sistemi tecnologici – un costo complessivo di circa 950 milioni di euro.

A complicare il quadro economico pesa la nuova politica dell’Ue che non finanzia più metropolitane ma solo tram e mobilità dolce (piste ciclabili). Ecco il motivo per cui la Giunta Orlando da anni sembra aver conservato in un cassetto il maxi appalto della Mal. orlando e arcuri“L’appalto della Mal non è congelato, né tanto meno accantonato. Purtroppo l’Europa non finanzia più metropolitane che costano 10 volte più dei tram…”, precisava qualche anno fa l’assessore comunale alle Infrastrutture Emilio Arcuri.

E intanto dopo più di 25 anni dall’avvio del dibattito politico “Tram vs Metro”, iniziato nei primi anni ’90, il Comune di Palermo dovrà bussare di nuovo alle porte di Roma e delle Regione per sbloccare quanti più euro possibili per realizzare almeno il 1° lotto della metro leggera senza conducente (sul modello della Val di Torino). Il 60% (544 mln) è a carico dello Stato, mentre il 40% (363 mln) divisi tra Regione e Comune in project financing.

La metropolitana leggera automatica prevede materiale rotabile su gomma anziché su rotaia e si caratterizza per uno scorrimento silenzioso, con bassa trasmissione di vibrazioni al terreno e all’ambiente urbano circostante.

Proprio pochi giorni fa, dopo anni di silenzio, la voce “MAL” è tornata nell’agenda politica Comunale. La Giunta Orlando, infatti, poco prima di Natale, ha approvato una delibera attraverso cui manifesta la presa d’atto del progetto approvato dal MIT (Ministero Infrastrutture e Trasporti). Un iter burocratico lunghissimo, finalmente concluso, che serve sostanzialmente a sbloccare il pagamento per i tecnici che 11 anni fa hanno completato e consegnato il progetto preliminare, e che oggi, legittimamente, chiedono di essere pagati per il disturbo.

La delibera di Giunta quindi va letta come un semplice “atto dovuto” per evitare che l’ATI di prestigio internazionale composta da Systra (Roma), Ingegneria Y Economia del Trasporto (Madrid), Lombardi, Perrault e Technital – potesse avviare una causa contro il Comune per ritardato pagamento.

Un atto che serve perciò a “salvare” il Comune dalle eventuali azioni di rivalsa, con interessi. Null’altro di più. Vista l’assenza della copertura finanziaria per la progettazione definitiva ed esecutiva, il MIT non potrà trasmettere il progetto al CIPE. Un carteggio che, di fatto, consegna l’opera al cassetto del “libro dei sogni”.

O meglio: se in linea teorica il progetto della MAL resta tecnicamente “vivo”, in pratica è come se fosse in “coma”, dormiente. Manca solo la volontà politica per dare l’input alla ricerca della dote finanziaria. Se un giorno, accanto alle nuove linee di tram, Orlando (o i suoi successori) volessero portare avanti anche il progetto MAL, lo potrebbero ancora fare.

Un vero peccato se si pensa che a Catania stanno ultimando la metropolitana, mentre Palermo deve accontentarsi del tram, di un Passante ferroviario ancora monco e un Anello monobinario alla prese con i ritardi incommensurabili della Tecnis

Sul lungo dibattito “Tram vs Metropolitana leggera” interviene il comitato Mobilita Palermo che da anni in città racconta e vive quotidianamente il rapporto con le opere pubbliche: «Noi siamo intanto favorevoli alla Metropolitana leggera perché un sistema di trasporti come il tram non esclude e non deve escludere di certo la Mal. Il Comune deve continuare a crederci e continuare a battere su questa strada anche se ardua, soprattutto – consigliano da Mobilita Palermo – facendo un tentativo nel ricercare un partner in project financing per aggirare il problema finanziamento. La strada è difficile, ma finché c’è vita…».

Il 1° stralcio della Mal (Oreto-Notarbartolo), copre quasi la metà dell’intero tracciato e comprende 9 fermate: Svincolo Oreto; Oreto sud; Oreto nord; Piazza Giulio Cesare; Piazza Borsa; Teatro Massimo; Politeama; Via Archimede; Stazione Notarbartolo.

Il tempo di percorrenza di questi 6,4 km, sotto il Centro storico, secondo le stime iniziali sarà di appena 12 minuti. Due gallerie a binario singolo, scavate col metodo meccanizzato, ovvero con la talpa TBM (Tunnel boring machine) come la Marisol che sta scavando il tunnel Notarbartolo-Belgio del passante ferroviario, o come quelle che saranno adoperate per lo scavo delle gallerie del raddoppio Cefalù-Castelbuono. Con le TBM, dunque non si corre alcun pericolo di causare danni o cedimenti agli edifici soprastanti (come invece è successo in Vicolo Bernava per il passante ferroviario). Durata dei lavori stimata per questo 1° lotto della Mal: 5 anni.

Per i successivi due stralci da Notarbartolo a Mondello, siamo ancora all’alba: mancano infatti anche i progetti. Le fermate del 2° stralcio (SCARICA QUI LA MAPPA) sono previste in via Sciuti, via Empedocle Restivo, viale Strasburgo, via Lanza di Scalea, piazza Bolivar e via dell’Olimpo; il 3° stralcio, infine, da Tommaso Natale fino a Mondello.

Nel 2014, l’ex assessore comunale al Traffico Tullio Giuffrè (che ha aggiornato lo studio e i costi della Mal) ipotizzava l’entrata in esercizio del 1° stralcio nel 2021.

Piano integrato dei Trasporti

Stime troppo ottimistiche che cozzano con la realtà: i soldi non ci sono e – ammesso che si trovino nel breve periodo – nel 2021 potremmo essere al massimo alla gara per la progettazione definitiva ed esecutiva. Ancora dopo si passerà ai lavori veri e propri. Insomma, tra la solita girandola tipica dei maxi appalti (ricorsi, battaglie legali, Tar, ecc…), ed eventuali imprevisti in fase di scavo, l’opera potrebbe vedere luce non prima dei prossimi 20 anni. 

Se non è un addio, poco ci manca. Attacchiamoci al tram!

 

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