19 Settembre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 20.22
Agrigento

Gli esponenti della Lega: "Ma c'è un calo del 95%"

Migranti, tornano gli sbarchi con il “trucco” a Lampedusa

27 Marzo 2019

“Qualche barchino può sfuggire al complesso ingranaggio dei controlli nel Mar Mediterraneo sulle rotte dei migranti, ma con la politica dei porti chiusi voluta dal ministro Salvini la realtà è che non passa più nessuno: sbarchi in calo del 95% tra gennaio e febbraio, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”. A parlare Igor Gelarda, responsabile siciliano enti locali della Lega e capogruppo del Carroccio in consiglio comunale a Palermo, e Massimiliano Rosselli, responsabile del partito in provincia di Agrigento, in riferimento agli sbarchi avvenuti negli ultimi due giorni fra la Sicilia e la Sardegna.

“Non riusciamo a comprendere – aggiungono gli esponenti siciliani della Lega – l’ironia del sindaco di Lampedusa, Totò Martello, quando dice che sull’isola delle Pelagie il porto è aperto, che non ci sono controlli, sparando inoltre cifre a caso sul tema degli sbarchi. I dati reali, fonte Viminale, dicono che dal primo gennaio al 28 febbraio sulle nostre coste sono arrivati 262 migranti, mentre nello stesso periodo del 2018 ne erano sbarcati 5.247. Se qualche barchino riesce a sfuggire ai controlli, come può capitare a Lampedusa, è comunque poca cosa rispetto al caos del recente passato”.

Massimiliano Rosselli e Igor Gelarda
Massimiliano Rosselli e Igor Gelarda

Lunedì notte a Lampedusa sono approdati 23 migranti, tra cui sette donne e tre bambini. Qualche ora prima, sempre a Lampedusa, erano stati in sedici ad arrivare, tra cui un bambino e tre donne. In Sardegna, invece, ieri mattina (martedì 26 marzo) 13 algerini sono approdati sulla spiaggia di Teulada, nella costa Sud.

“Una delle ipotesi più accreditate per spiegare la tecnica di questi sbarchi fantasma a prova di controlli delle forze dell’ordine – spiegano Gelarda e Rosselli – è l’uso della cosiddetta nave madre, uno stratagemma in passato già utilizzato dagli scafisti. I migranti vengono fatti imbarcare su un peschereccio o un mercantile. Quando le coste di approdo sono vicine viene calato in mare un gommone o un barchino a motore che garantisce l’ultimo tratto del viaggio a piccoli gruppi di persone.

Un trucco che non desta clamore, senza l’intervento delle navi delle Ong. Ciò nonostante, i migranti sbarcati dal 1 gennaio 2019 ad oggi sono pochissimi: 501 richiedenti asilo, contro gli oltre 6 mila dello stesso periodo del 2018 e quasi 22 mila del 2017. Numeri che confermano – concludono Gelarda e Rosselli – l’ottimo lavoro del governo nazionale in tema di sicurezza e gestione dell’immigrazione”.

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