21 settembre 2017 - Ultimo aggiornamento alle 18.25
Palermo I democratici mettono a dura prova la pazienza di Leoluca, giochi di potere barocchi

Orlando sospeso sull’altalena. Simbolo no, simbolo sì, questo il dilemma del Piddì

11 gennaio 2017

Avanti piano. La convergenza dell’area  di centro sinistra verso Leoluca Orlando nella corsa a sindaco, viaggia su livelli di difficoltà . Sono state confermati dalla riunione di ieri sera a cui hanno preso parte anche  i rappresentanti  di coalizione  di Area popolare Sicilia  Futura e i socialisti.

I centristi di Alfano e quelli del gruppo D’Alia, rappresentati da  Francesco Cascio e Marianna Caronia,  hanno fatto valere una posizione critica rispetto alla richiesta avanzata dai DEM di sottoporre ad Orlando un documento in cui, dopo aver  valutato i candidati possibili e le forze in campo, si proceda alla scelta. In sostanza, dicono i centristi Orlando deve mostrare disponibilità e apertura. Non deve avere ulteriori sconti. La propensione per Orlando rimarrebbe criptica e non esplicita, anche alla luce della freddezza con cui Orlando accoglie il Pd in casa. Il segretario  del Pd Carmelo Miceli vuole portare a casa il deliberato della direzione provinciale che confluisce verso Orlando, ma inderogabilmente con il simbolo. Solo Teresa Piccione  nel Pd avrebbe lasciato intravedere  la possibilità  di un’ipotetica rinuncia. I margini sono stretti. L’area di centro viaggia compatta ed i democratici non escono dallo stallo e potrebbe essere proprio il centro l’ago della bilancia. Se si dovesse votare inoltre in coincidenza delle elezioni politiche, sarebbe ancora più complicato snaturare l’alleanza di centro sinistra con formule diverse dall’attuale. Il più  convinto sostenitore  di Orlando, nell’incontro di ieri è stato l’esponente dei socialisti Carlo Vizzini, ma anche Sicilia Futura non ha posto argomenti diversi, ribadendo anche la natura civica del proprio movimento. Orlando, come Ferrandelli, vuole aggregazioni civiche. I partiti sono meno graditi. Almeno come prima scelta.

Chi non ha problemi di forma e di protocolli, almeno al momento, è il Movimento 5 stelle che va verso un duello tra Ugo Forello ed Igor Gelarda. Il testa a testa potrebbe configurarsi anche per il passo indietro di cui  si parla di Argiroffi e Craparotta, che apre la strada ad un confronto dall’esito non scontato. Due anime diverse e contrapposte. Una conta che non potrà tenere in considerazione però anche gli equilibri generali dei gruppi a Palermo.

Forza Italia prende tempo ma sa che sul nome di Francesco Greco l’accordo è più virtuale che chiuso. Anche in questo caso centristi in movimento con Saverio Romano che non arretra rispetto alla possibilità di andare oltre con  il percorso della propria candidatura.

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