Palermo

IL REPORTAGE

Palermo, l’area archeologica abbandonata al degrado | VIDEO-FOTO

26 Febbraio 2019

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L’importante area archeologica islamica del quartiere degli Schiavoni a Palermo, risalente al X secolo, totalmente abbandonata all’incuria e al degrado. È la denuncia che arriva tramite i social network dall’attivista Mauro Alessi, utente Facebook che tiene alta l’attenzione sui problemi culturali della città.

“Ancora un altro abbandono e degrado di un’importante area archeologica risalente al X secolo: il quartiere degli Schiavoni del Seralcadio (harat as-Saqalibah) di Palermo. Area di insediamenti mercenari, i primi furono slavi tra la reggenza tardo bizantina e subito araba, accampati tra le paludi dell’allora foce del torrente Papireto. Da qui, alla conquista della città passarono navigando verso le odierne spalle della cattedrale le truppe armate di Belisario.

A pochi metri di distanza il ritrovamento qualche mese fa di una necropoli bizantina durante la costruzione del collettore fognario in via Francesco Guardione. La Soprintendenza di Palermo nel Maggio 2014 aveva concesso, in comodato gratuito per cinque anni, al Centro accoglienza Padre Nostro di “Padre Puglisi”, l’area archeologica. Il progetto prevedeva anche una convenzione con le Case circondariali Pagliarelli e Ucciardone di Palermo con alcuni detenuti che per un anno intero hanno lavorato alla bonifica e riqualificazione del sito archeologico.

“Dopo i lavori di pulizia però l’ente proprietario o l’Istituzione di tutela non ha reso fruibile il sito alla cittadinanza e ai turisti e tutto è ricaduto in un nuovo abbandono. I cancelli aperti da mesi senza alcun lucchetto permettono lo scarico di rifiuti dall’esterno, parti degli scavi archeologici sono franati per la mancata manutenzione e i rischi di incolumità pubblica sono molto gravi considerando che nell’area accessibile giocano i bimbi del quartiere con il rischio di cadere nei profondi pozzi (butti degli edifici archeologici) non più protetti dalle griglie divelte e non più messe in sicurezzaAlmeno un lucchetto al cancello l’ente proprietario o di tutela potrebbero metterlo, costa 5 euro!”. Come dargli torto?

 

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Foto Fb Mauro Alessi
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