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Palermo

in zona università

Palermo, vandali in azione: rubate bici del bike sharing Amat | FOTO

27 Ottobre 2018

Rubate bici e danneggiate le postazioni del bike sharing dell’Amat. Quattro bici sono state rubate nella zona dell’Università a Palermo e altre 4 in via Archirafi.

Alcune sono state ritrovate nel lungomare in via Padre Messina e una in Marchese di Villabianca. Danni sono stati provocati alle postazioni che sono oggetto di verifica. “Stiamo cercando di dare servizi sempre più efficienti – dice il presidente Michele Cimino – il bike sharing e il car sharing stanno ottenendo un ottimo successo tra i palermitani e i tanti turisti che usano quasi tutti i mezzi ogni giorno. Chiediamo aiuto ai palermitani per il controllo di questi mezzi e denunciare ogni volta che qualcuno danneggi queste strutture chiamando le forze dell’ordine. I mezzi non sono dell’Amat sono di tutti.

È stata presentata denuncia alla polizia.

bike sharingNell’account social del servizio offerto da Amat, il resoconto più dettagliato con un reportage fotografico:

«Notte da dimenticare per il nostro servizio! Presso il ciclo parcheggio di UniPa Architettura, sono stati danneggiati i sistemi di aggancio e rubate 4 bici. Per fortuna sono state ritrovate tutte nella zona di viale delle Scienze dalla Polizia. Contemporaneamente nello stallo di via Archirafi hanno danneggiato i sistemi di aggancio di 5 postazioni rubando 4 bici (la quinta non sono riusciti a tirarla via). Tre di queste sono state buttate a mare, nella zona del Foro Italico, vicino Padre Messina e recuperate dai sub, mentre la 4 è stata ritrovata in via Marchese di Villabianca grazie alla segnalazione di una nostra cliente che ringraziamo. Ovviamente ringraziamo anche le forze dell’ordine per la grande e preziosa collaborazione. Tutte le bici sono state recuperate ma al momento inutilizzabili è in più abbiamo diversi sistemi di aggancio da ripristinare. Non facciamo alcun commento a questi episodi, noi continueremo ad impegnarci per offrire questo utile servizio alla gente, perché sappiamo che ci volete!».

 

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