26 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento alle 07.26

DICHIARAZIONE IN TEMA DI AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Pontrelli e Tantino (Diventerà Bellissima): “Giuste le richieste di Musumeci a Conte”

23 Luglio 2019

Assistiamo a una proliferazione di commenti insensati, privi di costrutto politico e culturale a margine della sacrosanta richiesta formale del Presidente Musumeci di partecipare, a norma dell’articolo 21 dello Statuto della Regione, alla riunione del Consiglio dei Ministri in cui si affronterà il tema dell’ autonomia differenziata”. Questa è la dichiarazione congiunta di Tania Pontrelli e Luca Tantino, membri del Direttivo Regionale di “Diventerà Bellissima”.

Ma dubitiamo – aggiungono i due dirigenti politici – che gli stessi commentatori d’assalto si siano presi la briga di andare a leggere l’articolo 21 dello Statuto, o si siano documentati sul concetto di regionalismo differenziato, detto anche asimmetrico. Infatti se l’articolo 21 dello Statuto ci dice che il Presidente è Capo del Governo regionale e rappresenta la Regione. Che  egli rappresenta altresì nella Regione il Governo dello Stato […] col rango di Ministro partecipa al Consiglio dei Ministri, con voto deliberativo nelle materie che interessano la Regione, l’articolo 116 della Costituzione ci dice che è prevista la possibilità di attribuire forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni a statuto ordinario, in quanto consente ad alcune Regioni di dotarsi di poteri diversi dalle altre”.

Quello che non capiamo – continuano Pontrelli e Tantino – è cosa vi sia da contestare a un Presidente che per la prima volta nella storia politica della Sicilia decide di fare ascoltare la voce di un intero popolo, difendendone gli interessi attraverso la richiesta di un confronto dialettico e politico fra i vari rappresentanti delle Regioni e il Governo centrale medesimo. Musumeci non ha chiesto di partecipare col nome di Musumeci e quando ha ricordato alle flebili memorie del Premier e del suo esecutivo il proprio diritto di sedere a quel tavolo secondo i dettati dello Statuto, lo ha fatto abbandonando il cognome degli avi per scegliere quello a lui attribuito dagli elettori: Sicilia”.

Quelli dei commentatori miopi e disfattisti – concludono – sono atteggiamenti che lasciano l’amaro in bocca per tanta ottusità manifesta, ma noi non ci staremo, vogliamo crederci che un giorno diventerà bellissima, grazie a politici di rango come Nello Musumeci e tanti altri”.

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