20 ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento alle 20.23
La nota del Pd

Raciti chiama a raccolta il centro sinistra: “È arrivato il momento di fare squadra e scrivere insieme il programma”

12 agosto 2017

A meno di 24 ore di distanza da Giuseppe Castiglione, coordinatore regionale di Alternativa popolare, Fausto Raciti, segretario regionale del Pd, dà la seconda scossa alla coalizione, in stand by, sotto il caldo sole di agosto: “C’è stato fin qui un percorso che in Sicilia ha visto confrontarsi PD e civismo, e che ha offerto un contributo importante alla discussione in vista delle prossime elezioni regionali. Con i moderati abbiamo vinto insieme a Palermo, condiviso un pezzo di strada nel corso della legislatura regionale, siamo stati impegnati insieme nel governo Renzi e nel governo Gentiloni. Ora è arrivato il momento di scrivere insieme il programma e definire la proposta con la quale affrontare le prossime elezioni regionali”.

Il tavolo a cui sedersi, per mettere gli impegni con gli elettori nero su bianco e delimitare il percorso e l’alleanza, è pronto.

Un accordo che deve, per forza di cose, incrociare la volontà romana di includere da parte di Renzi, l’amico ritrovato Angelino Alfano, ripudiato  dal centro destra prima ancora di avervi potuto fare ritorno.

Ma anche e soprattutto un tavolo che dovrà fare posto al convitato di pietra. Il candidato che non c’è, e che va trovato in fretta.

Primarie o meno che siano, passo indietro, improbabile di Crocetta, accordo che possa dare il via libera a un big del Pd (Lupo?) o a un centrista doc (D’Alia?), Raciti ratifica la volontà sempre più condivisa di andare oltre in un perimetro largo.

Non è difficile prevedere un Orlando che alzi il prezzo e a cui  verrà chiesto di cambiare nome (Micari) e di non farsi troppo brutto di fronte ai candidati presentati dalla politica.

Un passaggio questo che andrà accompagnato da molta ettenzione e pazienza.

Il modello Palermo, in altre parole, ha premiato un  politico di professione, allargando lo schema.

Non ha dato la chance al primo che passava, civicamente, da quelle parti.

Se i centristi della coalizione a sinistra troveranno il modo di integrarsi e non essere elettoralmente “sopportati”, da Mdp e Sinistra italianasi potrebbero aprire scenari interessanti, anche a breve.

 

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