23 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 19.42
Palermo

freddati a colpi d’arma da fuoco

Si è costituito l’uomo che avrebbe ucciso padre e figlio allo Zen 2

15 Marzo 2019

Il presunto assassino di Antonino Lupo, 53 anni, e del figlio Giacomo di 19 anni, uccisi ieri sera, 14 marzo,  a colpi d’arma da fuoco nel quartiere Zen 2 di Palermo, si sarebbe costituito. Si chiama Giovanni Colombo, 27 anni, con diversi precedenti penali, condannato nel febbraio scorso a due anni per rissa nell’ambito del processo sulla morte del giovane medico palermitano Aldo Naro, assassinato nel 2015 durante una festa in discoteca.

Naro era stato colpito con un calcio da un giovane 17enne, Andrea Balsano, che aveva confessato il delitto ed è stato condannato a dieci anni. Colombo, insieme ad altri due amici, Pietro Covello e Mariano Russo, anche loro condannati a due anni, sarebbe stato tra i protagonisti della rissa avvenuta nel locale.

Il duplice omicidio di ieri, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe legato a una lite avvenuta tra Giacomo Lupo, campione di pugilato che il giorno prima aveva festeggiato il suo 19esimo compleanno, e Giovanni Colombo. Nella discussione sarebbe intervenuto anche il padre del giovane, Antonino Lupo, pregiudicato per reati legati al traffico di stupefacenti.

Colombo si è presentato al comando provinciale dei Carabinieri, accompagnato da un avvocato, dove è subito iniziato l’interrogatorio. Secondo alcune indiscrezioni era ormai braccato dagli agenti della squadra mobile che ieri avevano sentito testimoni e familiari delle vittime per ricostruire i particolari dell’agguato.

 La confessione dell’assassino

Sono stato io a sparare e l’ho fatto per difendermi. Ero da solo“. L’assassino ha confessato davanti al pm Ilaria De Somma ed ha anche anche consegnato l’arma utilizzate per il duplice omicidio. Giovanni Colombo si è costituito questa mattina al comando provinciale dei carabinieri accompagnato dal suo legale, l’avvocato Corrado Sinatra. Il giovane, che era ricercato dalla polizia, aveva passato la notte fuori casa.

Avevo rimproverato il fratello di Giacomo e ieri sera ho visto lui e suo padre venire sotto casa per chiarire quanto accaduto“, ha spiegato. Pare che la lite sia scoppiata per alcune avance a qualche ragazza. Giovanni Colombo avrebbe avuto paura e per questo motivo, prima del “chiarimento“, si era procurato una pistola. Sapeva, forse di avere esagerato. La discussione è ben presto degenerata e Colombo, per paura, ha iniziato a sparare, almeno così ha sostenuto davanti agli inquirenti.

Gli agenti della scientifica hanno contato 12 bossoli. Molti sono andati a segno, non lasciando scampo a padre e figlio che sono stati portati al pronto soccorso di Villa Sofia, ma sono morti poco dopo. Gli agenti della mobile per tutta la notte hanno sentito testimoni e familiari. I sospetti si sono subito indirizzati proprio verso Giovanni Colombo, che ha capito di essere braccato. Questa mattina la decisione di costituirsi.

Il pm ha disposto l’autopsia sul corpo delle due vittime. Per Colombo è scattato il provvedimento di fermo. Le indagini sono coordinate dall’aggiunto Ennio Petrigni. “E’ una tragedia che ha distrutto tante famiglie“, ha commentato l’avvocato Corrado Sinatra.

 

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