21 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento alle 19.23

Cobas-Codir, Sadirs, Siad e Ugl pronti a tutto

Sicilia: stallo sugli aumenti per 14mila regionali, la trattativa continua

28 Dicembre 2018

Sembrava fatta per i 14.000 dipendenti della Regione Siciliana che da 12 anni attendono il rinnovo del contratto collettivo di lavoro.

Ieri tutte le sigle sindacali convocate dall’Agenzia per la rappresentanza negoziale nelle pubbliche amministrazioni si aspettavano di chiudere definitivamente la trattativa e di firmare l’accordo. Invece tutto è saltato perché non sono state presentate le tabelle sugli aumenti in busta paga per le quattro categorie di lavoratori (A, B, C e D).

E’ sicuramente questo il punto più importante della trattativa sul quale era stata raggiunta negli incontri precedenti un’intesa di massima che avrebbe consentito ai dipendenti di ricevere in media 85 euro in più al mese, dai circa 55 per quelli di fascia A ai 115 per quelli di fascia D. Un’intesa che però non è stata ancora scritta sulla carta dagli uffici dell’Amministrazione regionale.

Un passo avanti e uno indietro, commentano i sindacati. “La sensazione è stata quella che si sia voluto prendere tempo parlando del ‘sesso degli angeli’ piuttosto che di norme concrete utili a portare le parti alla firma dell’accordo”, dichiarano in una nota congiunta i sindacati autonomi Cobas-Codir, Sadirs, Siad e Ugl. “L’Aran – spiegano – non ha nemmeno potuto consegnare la bozza facendo intuire di non avere ancora l’autorizzazione da parte della giunta regionale o dell’assessore alla Funzione pubblica”. Il timore è che le risorse stanziate, 55 milioni in tutto, servano anche per coprire altre voci di spesa, come quella degli oneri contributivi, e che quindi non siano sufficienti a garantire gli aumenti concordati.

“Abbiamo contestato con forza – continuano – questa ennesima perdita di tempo e abbiamo invitato il presidente dell’Aran a inviare, senza ulteriori esitazioni, la bozza definitiva e riconvocare le parti anche a partire da domani per completare il confronto! Dopo 12 anni di ritardi, infatti, non possono essere più ammesse deroghe alla definizione del contratto economico, della riclassificazione e delle progressioni verticali”.

“Certo – concludono – che se tale comportamento fosse stato determinato dai tragici eventi del catanese che ha impegnato il governo a gestire questa improvvisa crisi, forse sarebbe stato meglio dirlo chiaramente, rinviando giocoforza la seduta di oggi, lo avremmo compreso e accettato. I prossimi passi dell’Aran ci diranno quali sono le loro reali intenzioni. Noi siamo pronti a tutto!”.

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