21 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento alle 16.15
Palermo

Cinque le fotografe che espongono

“Soggetto nomade”: in mostra gli scatti sull’identità femminile nel ventennio ’65-’85 | FOTO

21 Giugno 2019
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Soggetto nomade” è il titolo della collettiva che fa incontrare le opere, tra il 1965-1985, delle fotografe italiane Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano, Marialba Russo, esposte al Centro Internazionale di Fotografia ai Cantieri Culturali della Zisa (via Paolo Gili,4), diretto da Letizia Battaglia.

La mostra, proposta dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, a cura di Cristiana Perrella e Elena Magini, offre uno spaccato sull’identità femminile attraverso cento scatti con l’obiettivo di stimolare una riflessione sull’identità e sulla rappresentazione della soggettività femminile in un ventennio cruciale nel nostro Paese.

Soggetto nomadeL’esposizione raccoglie per la prima volta le produzioni, insieme, delle cinque fotografe più quelle di Letizia Battaglia sul tema, restituendo da angolazioni diverse il modo in cui la soggettività femminile è stata vissuta all’epoca.

Anni di transizione dalla radicalità politica all’edonismo, anni di piombo ma anche anni di grande partecipazione e conquiste civili, dovute principalmente proprio alle donne, e alle battaglie femministe.

L’immagine del femminile è quindi al centro della mostra, un’immagine che viene amplificata, esposta e destrutturata, facendosi ora veicolo di valori non borghesi, ora rappresentazione vivida di un’interiorità che riesce a scardinare gli stereotipi.

Una riflessione sull’identità e sulla sua rappresentazione che prende le mosse dagli straordinari ritratti dei travestiti di Genova di Lisetta Carmi, dove la femminilità è un’aspirazione, si declina attraverso le immagini di attrici, scrittrici e artiste di Elisabetta Catalano, arrivando alle fotografie sul movimento femminista di Paola Agosti, alle donne e alle bambine di una Sicilia sfigurata dalla mafia di Letizia Battaglia e infine gli uomini che per un giorno assumono l’identità femminile nel carnevale di piccoli centri della Campania esplorati da Marialba Russo.

Soggetto nomadeIn Italia il pieno accesso di fotoreporter, fotografe e artiste all’interno del sistema dell’arte e del fotogiornalismo ha avuto inizio a partire dagli anni Sessanta, in concomitanza con i cambiamenti socio-politici e con le molteplici istanze sollevate dal femminismo.

Il medium fotografico diviene in questi anni strumento per eccellenza per rappresentare una nuova centralità attribuibile al corpo della donna e alle sue trasformazioni, alle esperienze personali e ai vissuti familiari, al rapporto tra memoria privata e storia collettiva.

Le immagini esposte condividono la rappresentazione di un vasto e non canonico universo femminile inteso in senso ampio, dove il corpo non è solo oggetto dello sguardo esterno, prevalentemente maschile, ma diviene soggetto agente, veicolo con cui esprimere valori altri, non standardizzati.

Il titolo della mostra, infine, che si inaugura sabato 22 giugno alle 18.30 e rimarrà fruibile fino al 22 settembre, prende spunto dalla raccolta di saggi di Rosi BraidottiSoggetto nomade. Femminismo e crisi della modernità” (Donzelli, Roma 1995) in cui la filosofa tratteggia una nuova soggettività sessuata e molteplice, multiculturale e stratificata, come quella rappresentata negli scatti presentati dalle fotografe.

 

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