17 Settembre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 20.00

Ecco alcuni consigli sulla fibromialgia

Vi svegliate già stanchi? La buona notizia è che si può stare meglio

21 Giugno 2019

La Fibromialgia o sindrome fibromialgica colpisce circa il 5% della popolazione mondiale, più comunemente le donne. E’ una condizione clinica caratterizzata da dolore cronico diffuso in specifiche aree e regioni del corpo, stanchezza, disturbi del sonno e della sfera emotiva. È una patologia poco conosciuta, spesso scambiata per malattia puramente psichiatrica, che si accompagna a storie personali di grande sofferenza.

L’esatta eziologia della Fibromialgia non è chiara, si pensa che la malattia sia dovuta ad una disfunzione del sistema nervoso centrale che porta ad una maggiore sensibilità al dolore.

Fattori genetici e ambientali possono essere correlati all’insorgenza della patologia come familiarità o traumi fisici, infezioni o forti stress psicologici.

Per poter ipotizzare che si tratti di Fibromialgia è necessario che sintomi quali problemi di memoria, sonno non ristoratore, disturbi cognitivi, emicrania, dolore/crampi addominali, depressione e stanchezza cronica siano presenti per almeno 3 mesi consecutivi.

Oltre al dolore, la stanchezza è uno dei sintomi più invalidanti che affligge i soggetti fibromialgici. Essa può essere definita come un problema ad iniziare o mantenere le attività volontarie; può essere fisica, se legata a cause quali esaurimento di glicogeno e fosfocreatina dei muscoli, disfunzione della trasmissione neuromuscolare e disfunzione del pompa di calcio del reticolo sarcoplasmatico, o mentale quando i soggetti sono sottoposti a lunghi periodi di attività cognitiva.

L’affaticamento acuto è legato ad una “debolezza motoria reversibile e stanchezza avvertita in tutto il corpo” prevalentemente provocato da uno sforzo muscolare ma si risolve col riposo mentre l’affaticamento cronico è il risultato di un accumulo di affaticamento acuto e talvolta può diventare irreversibile. La sindrome da stanchezza cronica (Chronic Fatigue Syndrome) colpisce prevalentemente le donne e ha un’incidenza stimata tra lo 0,4 e l’1 per cento e questo può manifestare i suoi sintomi al risveglio o nel pomeriggio; i pazienti che ne sono affetti presentano, per almeno 6 mesi, dolori muscolari e articolari, cefalee, sonno non ristoratore anche dopo 8-10 ore di riposo, debolezza a seguito di esercizio fisico e sono comuni i problemi della concentrazione e della memoria.

Studi clinici hanno mostrato basse concentrazioni plasmatiche di Coenzima Q10 in soggetti con sindrome da stanchezza cronica infatti, molto spesso, la stanchezza è legata a carenze di fattori dietetici esogeni che normalmente sono coinvolti nella produzione di energia come l’aglio, la quercetina e il coenzima Q10.

Il coenzima Q10 in particolare è utile nel combattere la stanchezza e, a dosaggi elevati (400mg/die), può ridurre l’emicrania che è parte del quadro sindromico della Fibromialgia. Una loro reintroduzione attraverso la dieta o attraverso integratori potrebbe migliorarne la sintomatologia. La dieta può aiutare i pazienti fibromialgici a gestire meglio la propria stanchezza mentre uno stile di vita sano e lo sport possono migliorare la qualità del sonno, ridurre il dolore e migliorare il tono dell’umore.

Secondo l’EULAR (European League Against Rheumatism), ente europeo per le patologie reumatiche, i farmaci non sono la terapia d’eccellenza per il trattamento del paziente fibromialgico. Tuttavia, essi forniscono un valido supporto. Si tratta di analgesici per attenuare il dolore o miorilassanti per rilassare la muscolatura. Ma soprattutto antidepressivi che, somministrati a bassi dosaggi, aumentano il livello di serotonina e permettono quindi di agire sul sistema di governo del dolore.

Nella gestione della sindrome fibromialgica l’approccio non farmacologico dovrebbe precedere quello farmacologico quindi dieta ed esercizio fisico (con particolare riferimento ad attività come il pilates, lo yoga e il feldenkrais) dovrebbero essere scelti in prima linea per il miglioramento della qualità di vita di questi soggetti.

Il miglior approccio resta comunque quello integrato che comprende movimento regolare, alimentazione corretta e terapia farmacologica al bisogno per poter agire sui sintomi concomitanti senza sottovalutare la cura della sfera emotiva.

I nostri consigli

Oggi si possono trovare in Farmacia e Parafarmacia integratori alimentari che, fornendo il corretto apporto di coenzima Q10, permettono di prevenire e contrastare la sindrome da stanchezza cronica, migliorando le performance dei muscoli e del cuore.

Uno tra i più apprezzati sul mercato è prodotto da un’azienda siciliana: Dinamic Plus – a base di Co Q10, Vitamina E, Selenio e olio di girasole – è un integratore in capsule molli da 200mg ad alto assorbimento e biodisponibilità.

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