20 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento alle 10.05
Palermo

La denuncia del consigliere comunale

Videosorveglianza scuole di Palermo, sicurezza a rischio, Figuccia: “Tra un mese scade la convenzione”

29 Maggio 2019

Continua ad arricchirsi la lista dei mancati interventi, da parte della Giunta Comunale di Palermo, sulle scuole del capoluogo siculo. Un settore, quello scolastico, che dovrebbe occupare i vertici delle priorità assolute per garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini di domani.

Proprio un mese fa l’asilo nido comunale Santangelo, nel quartiere Uditore di Palermo, è stato oggetto di atti vandalici che avevano portato alla mancanza d’acqua nell’edificio. Già in quell’occasione Sabrina Figuccia, consigliere comunale dell’Udc, aveva richiesto l’intervento dell’Amministrazione comunale provvedendo con la videosorveglianza.

“Ormai è diventata una brutta abitudine- afferma la Figuccia- quella della Giunta comunale quando c’è di mezzo la scuola: invece di programmare e di prevenire, s’interviene quando ormai il danno è quasi fatto. Proprio un brutto vizio, quello del sindaco e dei suoi assessori, a cominciare da Giovanna Marano”.

Sabrina Figuccia

L’installazione degli impianti di videosorveglianza, sta però trovando non pochi ostacoli. Prosegue il consigliere: “Dopo il pasticcio delle mense comunali, con il servizio rimasto in bilico per alcuni giorni prima di trovare la solita soluzione tampone, adesso arriva il caso della videosorveglianza. Infatti, 158 scuole cittadine, tra qualche giorno rischiano di restare in balìa dei vandali, perché tra circa un mese scade la convenzione e quindi gli occhi elettronici potrebbero diventare ciechi“. 

“Mentre l’assessore al Bilancio afferma che i soldi ci sono, non si capisce come mai, invece di arrivare, a intervenire per tempo. Mi auguro che stavolta, però, non si aspetti l’ultimo secondo per trovare una soluzione ad una vicenda che doveva essere già risolta” prosegue.

“Ma come se non bastasse, a Mondello gli alunni che frequentano la scuola Borgese rischiano lo sfratto perché il loro istituto si trova in un’area nella quale, secondo i cartelli collocati dall’Amministrazione comunale, vi sarebbe la possibilità di perdita di vite umane e gravi danni agli edifici e alle infrastrutture. Insomma, sembrerebbe che finora abbiano fatto lezione con il pericolo di ritrovarsi addosso uno dei massi di Monte Pellegrino. Visto che non si riesce a trovare una soluzione, si pensa a chiudere baracca e burattini e trasferire tutti altrove. Dove? Boh…”, conclude Sabrina Figuccia.

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