25 aprile 1267: la consacrazione del Duomo di Monreale | ilSicilia.it :ilSicilia.it

Venne fondato su volontà di Re Guglielmo II

25 aprile 1267: la consacrazione del Duomo di Monreale

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25 Aprile 2022

Sono trascorsi oltre 750 anni da quando, il 25 Aprile del 1267, la cattedrale di Monreale fu consacrata attraverso una solenne e grandiosa cerimonia, da cui poi ebbe inizio l’attività canonica della stessa.

Esiste una leggenda sulla fondazione del Duomo, secondo la quale il re normanno Guglielmo II detto il Buono, durante una battuta di caccia nelle campagne di Monreale, si sarebbe addormentato, perché stanco, sotto un albero di carrube. La Vergine Maria avrebbe fatto visita al re in sogno e gli avrebbe suggerito di scavare intorno all’albero sotto cui si era addormentato per riportare alla luce un tesoro, per poi far edificare uno splendido Tempio da dedicarle. Così fece il sovrano che riuscirà a portare alla luce un immenso tesoro di monete d’oro, destinate alla costruzione della splendida cattedrale.

Guglielmo II

In realtà, le motivazioni che spinsero Guglielmo II ad erigere un monumento talmente imponente furono altre, motivazioni che hanno a che fare con gli eventi storici dell’isola e con il secolare rapporto conflittuale tra Stato e Chiesa. Innanzitutto, un’opera così impegnativa necessitava di una grande somma di denaro che si trovò grazie allo sfruttamento dell’Isola ad opera di Guglielmo I detto Il Malo, predecessore e padre di Guglielmo II. Quest’ultimo salì sul trono alla tenera età di 13 anni, dopo la morte del padre avvenuta nel 1166, per cui il regno passò sotto la reggenza dell’arcivescovo di Palermo, Gualtiero Offamilio, il quale durante gli anni in cui esercitò il potere, riuscì ad assumere nella sua figura un’influenza, un prestigio e una potenza tali, da recare fastidio addirittura alla Santa Sede. Per cui, quando Guglielmo II divenne maggiorenne e assunse la guida del Regno, si formò una grande rivalità con l’arcivescovo di Palermo, che sfociò in un singolare conflitto, per la fortuna di Palermo e della Sicilia tutta, portato avanti non attraverso battaglie campali, congiure o tradimenti ma mediante la costruzione di monumenti: quindi una sorta di gara volta a manifestare la forza del proprio potere e la vastità delle proprie ricchezze.

Offamilio decise pertanto di ricostruire la cattedrale di Palermo, che durante la dominazione araba era stata convertita nella Grande Moschea; invece Guglielmo II, che poteva contare sull’appoggio della Santa Sede, avviò la costruzione della nuova cattedrale di Monreale nel 1172.

Ricordiamo che durante l’epoca araba (831- 1072 per il circondario palermitano) il ruolo di cattedrale dell’area palermitana era stata ricoperta dalla piccola chiesa di Santa Ciriaca. Nel 1174 papa Alessandro III con una Bolla ratificava l’edificazione del nuovo Duomo. Guglielmo II concentrò le sue attenzioni soprattutto sulle decorazioni interne, metafora dell’importanza della bellezza interiore, della grazia dell’animo umano, molto più importante dell’effimera bellezza esteriore. Il Re volle che fossero i maestri mosaicisti bizantini ad occuparsi della realizzazione dei mosaici dorati, i quali rappresentano alcuni passi della Bibbia, attraverso cui intendeva diffondere il messaggio evangelico. Oltretutto, Guglielmo aveva ordinato anche la costruzione dell’abbazia benedettina e del palazzo reale nei pressi della cattedrale,simboli dell’incontro tra il potere laico e il potere ecclesiastico, ben rappresentato anche all’interno del Duomo con la realizzazione del trono regio e del trono arcivescovile intorno all’altare.

Nel 1178 papa Luciano III accolse la richiesta dell’abate Guglielmo (abate del complesso abaziale benedettino) elevando la diocesi di Monreale in arcidiocesi: in questo modo la chiesa abbaziale, così era stata concepita inizialmente, venne elevata alla dignità di cattedrale, erodendo all’arcidiocesi di Palermo vaste porzioni di territorio e determinando un danno per Offamilio che si vedeva diminuire le rendite fondiarie; oltretutto Palermo fino a quel momento era stata l’unica arcidiocesi della Sicilia. In poco tempo l’abate arcivescovo di Monreale, grazie ai tanti benefici concessi da Guglielmo II, divenne, dopo il sovrano, il più grande signore territoriale del regno.

duomo di MonrealeI lavori terminarono nel 1267, sotto il regno di Carlo d’Angiò. La dedicazione del Duomo alla Natività della beata Vergine Maria, avvenne nell’ambito di una cerimonia fastosa presieduta dal legato pontificio, nonché vescovo di Albano e futuro cardinale, Rodolfo Gasparmi, alla presenza di papa Clemente IV e a cui parteciparono pellegrini, notabili e fedeli provenienti da ogni parte del Regno.

La maestosità delle celebrazioni del 25 Aprile 1267 trovano spiegazione nella volontà del papato di esibire ai vescovi e ai signori feudali del regno di Sicilia, la potenza e l’influenza della chiesa di Roma sull’Isola, dov’era molto diffusa la dottrina e i riti cultuali della Chiesa greco- ortodossa bizantina. In conclusione possiamo dire, che dalla lotta tra Stato e Chiesa palermitana, nacque sicuramente il più grande capolavoro dell’architettura siciliana dell’epoca normanna, il Duomo di Monreale.

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