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Messina

Dati sulla soglia del 10 per cento. Il servizio non funziona nelle periferie

Taormina Flop sulla differenziata

di
11 Dicembre 2016

Taormina diventerà il centro del mondo con il prossimo G7.  Ma in che condizioni i “grandi del mondo” troveranno strade e vicoli della “perla dello Ionio”? La raccolta differenziata doveva rappresentare il “fiore all’occhiello” della Taormina che guarda al futuro, è diventata invece un flop totale. Avviata nel settembre 2015 nella capitale del turismo siciliano, la “differenziata” è un progetto ambizioso che si riprometteva di approdare nel giro di qualche anno all’agognato traguardo di “Rifiuti zero“.

Un fine certamente nobile e degno di noto quello di  “Rifiuti Zero”, una realtà che nelle sue varie espressioni rappresentative e comitati formatisi nei Comuni Italiani da tempo promuove una strategia di gestione dei rifiuti per riprogettare la vita ciclica dei rifiuti considerati non come scarti ma risorse da riutilizzare come materie prime seconde, tendendo ad annullare o diminuire sensibilmente la quantità di rifiuti da smaltire. Ma i buoni propositi del modello Paul Connett a Taormina sono rimasti tali e ad un anno e oltre tre mesi dall’avvio in via sperimentale del servizio, la percentuale di differenziata si trova anni luce lontana dalle percentuali del 30% e 40%, confinata ad un 10% circa di adesione all’iniziativa. Per altro, la raccolta differenziata è rimasta prerogativa “esclusiva” del centro storico di Taormina, il salotto della città, mentre le frazioni di Trappitello (i cui abitanti sono pressoché pari numericamente a quelli del centro), e le zone a mare di Mazzeo e Mazzarò ancora aspettano di poter dare il loro contributo alla difesa dell’ambiente.

Il centro di Taormina
Il centro di Taormina

 

L’ampliamento della differenziata a tutto il territorio taorminese sarebbe dovuto avvenire già nell’estate appena trascorsa, con la conseguente attivazione di tre centri di distribuzione dei kit che occorrono per fare la differenziata, uno a Taormina presso l’ex “Casa Carnabuci“, uno a Trappitello presso la delegazione comunale ed un altro ancora a Mazzeo, anche lì nella delegazione comunale. Ma anche in questo caso all’annuncio dell’Amministrazione comunale non hanno fatto seguito riscontri concreti.

Fare la differenziata è un’opportunità – aveva affermato il sindaco Eligio Giardinache può dare vantaggi alla nostra città, ed è evidente che ridurre i costi per il conferimento consentirebbe un abbassamento della pressione fiscale”. Evidentemente questi buoni auspici, almeno sin qui, non sono bastati per affrettare i tempi ed avviare finalmente la raccolta differenziata in tutto il territorio. La situazione appare, insomma, molto distante dal buon esempio di altri centri siciliani, un fra tutti il “Comune riciclone” di Zafferana Etnea che raggiunto l’89% di differenziata e oggi punta concretamente alla quota rifiuti zero. E rimane inutilizzata l’isola ecologica allestita inizialmente (mentre già se ne ipotizza un’altra) e che, invece, funziona bene in altri Comuni come pure Santa Teresa di Riva (80% circa di produttività), o anche tre in centri etnei: Licodia Eubea (69%), San Michele di Ganzaria (64 per cento), Mirabella Imbaccari (64%). Proprio nella citata Santa Teresa i risultati sono arrivati attraverso un’attività di formazione/informazione ai cittadini, ed una buona organizzazione, rendendo attivo un sistema di premialità (riduzione della Tari) da una parte, e attuando sanzioni dall’altra verso cittadini incivili.

Alle porte del 2017, a Taormina c’è chi rimpiange persino la vecchia e tradizionale raccolta, e chi non disdegnerebbe insomma un ritorno al passato più che rivolgere lo sguardo al futuro. La fase stagnante della differenziata riflette anche il momento complessivo di incertezza della gestione del servizio di nettezza urbana. Il contratto tra il Comune e MessinAmbiente è scaduto già da diverso tempo ma per adesso va avanti in prorogatio. Forse ad inizio 2017 subentrerà una ditta di Floridia, che si è aggiudicata in via provvisoria un bando ponte di 9 mesi e attende l’ok definitivo dalla Giunta. Poi, entro la fine del 2017 o più verosimilmente nel 2018, sarà la volta per un lungo periodo di 7 anni dell’Aro Taormina, il nuovo soggetto che il Comune ha inteso costituire con l’avvenuto placet della Regione e per la cui attivazione andrà fatta una gara d’appalto presso l’Urega.

I prossimi mesi, viste le odierne percentuali impalpabili, saranno già un banco di prova per dire se la differenziata andrà “azzerata” o se il progetto potrà ripartire con nuovo slancio. La salvaguardia e il rispetto dell’ambiente è uno dei temi più importanti a livello mondiale, e proprio il sistema di raccolta dei rifiuti è diventato un argomento centrale in tanti contesti italiani ed esteri. Al Nord ci sono regioni virtuose che fanno scuola, come l’Emilia Romagna e il Trentino Alto Adige, dove l’Amministrazione da sempre si è impegnata per migliorare il sistema di raccolta differenziata. E in entrambe queste regioni molti Comuni hanno avviato una raccolta dei rifiuti “smart” utilizzando dei cassonetti intelligenti. I cittadini in quel caso possono far aprire i contenitori stradali per la raccolta dei rifiuti indifferenziati, organici e plastica solo mediante l’uso di una smart card o una chiavetta rilasciata in dotazione. Il cassonetto hi-tech riconosce l’utente si apre e permette di gettare il contenuto differenziato all’interno. Il Comune di Trento ha anche creato l’applicazione “100% riciclo”, scaricabile su smartphone, con la quale residenti, aziende e turisti possono avere informazioni precise ed aggiornate sul sistema di raccolta dei rifiuti. Le soluzioni intelligenti sono molte ed anche semplici da realizzare: ma è essenziale la voglia di metterle in pratica e la consapevolezza del progetto che si va ad attuare. E proprio questi presupposti fino ad oggi sono decisamente mancati dalle parti di Taormina.

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