A Bar Sicilia Cuffaro lancia la nuova DC: "I moderati in Sicilia possono puntare alla Presidenza" | VIDEO :ilSicilia.it

Puntata numero 130

A Bar Sicilia Cuffaro lancia la nuova DC: “I moderati in Sicilia possono puntare alla Presidenza” | VIDEO

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8 Novembre 2020

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Più che una nuova Democrazia Cristiana vorremmo fare una Democrazia Cristiana nuova“. Totò Cuffaro, ospite della puntata numero 130 di Bar Sicilia, la trasmissione di approfondimento politico de ilSicilia.it condotta dal direttore responsabile Manlio Melluso e dal direttore editoriale Maurizio Scaglione, racconta in prima persona, da casa sua a Palermo, il progetto politico di ricostituzione della ‘Balena bianca’ e della spinta ideologica, politica e spirituale dal quale trae propulsione.

La Democrazia Cristiana è per antonomasia un partito moderato, un partito di centro – dice l’ex Presidente della Regione – Io la definirei un’emozione che stiamo trasferendo a tanti siciliani per vedere se sono disponibili a condividere un’idea di centro moderato in un contesto politico dove sovranismi e populismi hanno la maggioranza. Un partito dei moderati che si rifaccia alla dottrina sociale della Chiesa, che senta il bisogno di considerare gli anziani una risorsa e non un peso, una bambina che vuole andare a scuola una realtà da prendere in considerazione e non da additare al pubblico ludibrio: una Democrazia Cristiana che abbia la capacità di rappresentare i bisogni delle persone a partire da quelli che non hanno voce“. Per il momento si parte da un gruppo facebook, ma le idee per l’ossatura sono chiare: “Pensiamo di arrivare a 30.000 adesioni che è la base per strutturare il partito“, ma il progetto prevede un assetto territoriale definito con l’allargamento del ‘bacino’.

“NON SCENDO IN CAMPO”

Una Dc nuova, dunque, ma senza un ruolo da candidato per Cuffaro, né ora né dopo, come specifica il diretto interessato: “Non c’è bisogno di mettere in campo Totò Cuffaro, non ce n’è e non ce ne sarà – ha detto a Bar Sicilia – Io sto mettendo il mio contributo per far rinascere un’idea e un partito per il quale mi sono appassionato nei miei quarant’anni di politica, per il quale ho pagato anche un prezzo di sofferenza e di dolore“. Poi ricorda: “Non sono candidabile, come tutti sanno sono interdetto, e non ho idea di candidarmi. Però questa realtà di tanti amici che mi sollecitano e che sentono il bisogno di parlare con me, quando potrebbero parlare con tanti altri, mi impone il dovere di continuare a fare qualcosa per la Sicilia“.

IL NUOVO CONTENITORE DEI MODERATI

Per Cuffaro le recenti amministrative in Sicilia hanno evidenziato come lo spazio per una nuova Dc ci sia, eccome: “I primi a essere votati sono stati democristiani o post democristiani“, sottolinea l’ex Presidente della Regione. Qual è stato l’errore fino ad ora, dunque? “È mancato il contenitore dei moderati. L’ultimo è stata Forza Italia: la scomparsa dell’ UDC, dove per tanti anni io sono stato, ha lasciato qualche possibilità ai moderati di riconoscersi in FI, che però non è più quel grande partito di anni fa, per cui quest’area moderata oggi non ha un contenitore in cui potersi esprimere. Inoltre la legge elettorale si è assunta il ruolo di bipolarizzare il Paese  creando un centrodestra e un centrosinistra. Oggi però non c’è più il centrodestra nel nostro Paese, c’è la destra, c’è Salvini e c’è Meloni. Stessa cosa a sinistra. Renzi aveva tentato, ma il tentativo è naufragato“. Cuffaro afferma che nel nostro Paese c’è attualmente un’anomalia, perché si tratta di “un paese moderato storicamente che viene governato da populismo e sovranismo“.

LE ALLEANZE IN SICILIA E L’OBIETTIVO DELLA PRESIDENZA DELLA REGIONE

La Dc Nuova punta a un’alleanza moderata che possa ambire a conquistare la Presidenza della Regione Siciliana, e Cuffaro non ne fa mistero: “Io penso che l’area moderata di centro in Sicilia abbia una consistenza di gran lunga superiore a quella che ha la destra formata da Lega e Fratelli d’Italia. In Sicilia in quest’area ci sarà quello che porteremo noi come dote, c’è Forza Italia, l’Udc, il Cantiere Popolare di Saverio Romano, Idea Sicilia di Roberto Lagalla, gli autonomisti: messi insieme credo che si valga qualcosa in più in Sicilia di Lega e Fdi. Quest’area da sola, alleandosi, è in grado di fare un contenitore che può rappresentare la Sicilia e chiedere e ottenere la presidenza della Regione Siciliana. In Sicilia non c’è bisogno di ‘sottomettersi’ ad altre realtà che a livello nazionale sono più forti”, è il ragionamento di Cuffaro

“I GIOVANI DOVRANNO FARE IL CONTRARIO DI QUELLO CHE HO FATTO IO”

Cuffaro parla ai giovani che crederanno nel progetto e senza remore né reticenze afferma: “La Democrazia cristiana nuova sarà dei giovani che credono che per andare avanti bisogna essere preparati e non bisogna cercare raccomandazione: diciamolo chiaramente, i giovani dovranno fare esattamente il contrario di quello che facevo io, che ho vissuto in un contesto politico dove c’era il voto che veniva scambiato per cortesia o per favore: adesso i giovani queste cose non le vogliono fare e non le sanno fare, ed è meglio così“.

I GIUDIZI SU MUSUMECI, ORLANDO E CATENO DE LUCA

Infine, Cuffaro, incalzato dalle domande, esprime un parere su tre degli esponenti politici siciliani più in vista: Nello Musumeci, Leoluca Orlando e Cateno De Luca: “Se mi chiedete cosa penso di Nello Musumeci, dico che è una persona perbene, ma è u n uomo di destra e farebbe male a collocarsi in un’area moderata perché vale per la sua storia e va rispettata, ma è diversa dalla mia, da quella di Romano e di Lagalla. Se io fossi stato al suo posto avrei fatto delle cose diverse, per esempio non avrei fatto tante polemiche nei confronti di dipendenti regionali perché è la struttura che si governa“. Su Orlando: “Certamente nel passato questa città l’ha valorizzata, ma ha fatto un grande errore che è quello di ricandidarsi a sindaco. Non si può fare sempre il primo cittadino perché alla lunga un prezzo si paga. A questo aggiungo che la città negli anni è obiettivamente abbandonata a se stessa“. E su Cateno De Luca, infine: “Ha tutto il diritto di volersi candidare alla Presidenza della Regione. Bisogna trovare un contesto in cui la candidatura non sia soltanto una fuga in avanti ma anche condivisa da altri“, conclude.

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