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La rubrica della domenica

A “Bar Sicilia” Ester Bonafede (Udc): “La politica torni alle idee e ai grandi valori” | VIDEO

10 Febbraio 2019

 

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Per la quarantanovesima puntata di “Bar Sicilia“, la rubrica de ilSicilia.it con Alberto Samonà e Maurizio Scaglione, oggi, domenica 10 febbraio 2019, è ospite Ester Bonafede, dirigente dell’Udc ed ex assessore regionale alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro.

A proposito di politica regionale, Ester Bonafede, anche in vista delle prossime elezioni Europee, spiega che oggi più che mai in Sicilia l’area di Centro è in salute e che l’Udc, nonostante non sarà presente con il proprio simbolo, sarà comunque in campo senza perdere la propria identità: “Il mio contributo come dirigente Udc ci sarà comunque e a prescindere da un’eventuale mia candidatura”.

Parla di valori e dell’impegno dei moderati in politica, sottolineando come il primo nucleo da cui occorra partire sia la famiglia. A questo proposito ricorda gli insegnamenti di Luigi Sturzo, spiegando che il fondatore del Partito Popolare è stato un grande pensatore, un grandissimo divulgatore, e ha rappresentato la “parte migliore del Dna della Sicilia”, avendo difeso sempre il popolo siciliano: “Abbiamo lanciato una scuola di formazione politica sturziana e questa è la dimostrazione di come il suo pensiero oggi sia attuale. Il suo insegnamento non fa parte del passato, ma è un riferimento costante del presente e per il futuro”.

Ester Bonafede, che per sette anni è stata sovrintendente dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, interviene poi proprio sui temi della cultura, ricordando come oggi si assista a una crisi del processo di trasformazione degli enti lirico-sinfonici in fondazioni lirico-sinfoniche, che invece avrebbe dovuto portare nuova linfa. “La ratio – sottolinea – era di alleggerire il peso di finanziamenti pubblici, trasformando gli enti in fondazioni di diritto privato, ma questo si è rivelato fallimentare, perché pochi investono nella cultura e purtroppo questi enti sono ancora politicizzati, mentre i grandi teatri, a partire dal Politeama Garibaldi di Palermo, oggi potrebbero raccogliere una grande sfida e dialogare con il mondo dei giovani, con l’associazionismo, con l’impresa, insomma con tutta la società, annullando la distanza con la città e con la gente”.

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