A "Bar Sicilia" il presidente della Regione Nello Musumeci: "Dell'autonomia siciliana è stata fatta carne da macello" | VIDEO | ilSicilia.it :ilSicilia.it

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A “Bar Sicilia” il presidente della Regione Nello Musumeci: “Dell’autonomia siciliana è stata fatta carne da macello” | VIDEO

22 Settembre 2019

 

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A “Bar Sicilia“, la rubrica de ilSicilia.it con Alberto Samonà e Maurizio Scaglione, oggi, domenica 22 settembre 2019, in questa 77ª puntata è nostro ospite il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

Il governatore spiega il motivo per cui qualche giorno fa ha convocato una conferenza stampa per parlare di disavanzo e attacca l’opposizione, in particolare il Pd, colpevole di avere “governato per anni la Sicilia ma non essere riuscito a farla crescere”: “La Regione ha un disavanzo di 7 miliardi e 300 milioni. Si tratta di debiti contratti negli ultimi trent’anni soprattutto nel settore della sanità, che noi abbiamo ereditato dai precedenti governi. L’amarezza è questa. In questo anno e mezzo di governo Musumeci non è maturato un solo euro di debito”.

“Nel 2015 si poteva chiedere di spalmarlo in trent’anni. Al governo c’era il Pd. Dovevano allora intervenire e non lo hanno fatto. La verità è che in questi decenni, dell’autonomia siciliana è stata fatta carne da macello. Il denaro veniva utilizzato come fosse frutta da distribuire agli affamati. E’ stata messa su una macchina con decine di migliaia di precari a cui non è stato garantito il futuro – ora ne stiamo stabilizzando circa diecimila – e anche le imprese hanno sofferto, perchè si è preferita l’occupazione senza lavoro, dimenticando che la vera occupazione la fornisce l’impresa e non la pubblica amministrazione”.

“Mi meraviglio del Pd – aggiunge ancora il presidente della Regione – che accusa il governo. Ma con quale coraggio? Loro hanno governato la Sicilia per decenni. Sono fra i responsabili. Non può il Partito democratico far finta di venire da chissà dove. Nessuno, centrodestra e centrosinistra, si può tirare indietro davanti a questo pauroso disavanzo. E’ il momento di fare quadrato attorno a un governo che si è trovato questa paurosa eredità. Chi è stato carnefice non può pensare di atteggiarsi a vittima. In Sicilia sono tutti colpevoli di questa situazione. Soprattutto il centrosinistra che ha governato la Sicilia per 50 anni, ma anche il centrodestra che ha governato per dodici anni.  Andremo avanti rispondendo colpo per colpo alle insinuazioni e alle bugie di chi pensa di rifarsi una verginità“.

Sulle recenti incomprensioni con il parlamento regionale, sfociate la scorsa settimana nella bagarre relativa al collegato, Musumeci preferisce gettare acqua sul fuoco: “Io ho grande rispetto per il parlamento siciliano che fa il suo mestiere. Io non sono la persona adatta per fare pagelle. Le scintille, le incomprensioni, è normale che ci siano fra governo e parlamento. La geografia parlamentare per il resto non mi appassiona, perchè io lavoro per fare gli interessi dei siciliani, così come dovrebbero fare tutti i deputati. Alla fine del giro tutti torneremo davanti agli elettori”. 

In merito all’emergenza rifiuti che soprattutto vede in difficoltà le tre principali città siciliane, Palermo, Catania e Messina, il presidente della Regione, sfodera i numeri della raccolta differenziata che sotto il suo governo è aumentata rispetto agli anni passati, ricorda l’approvazione della legge sui rifiuti varata dalla commissione e ferma in parlamento, e afferma di non avere alcun pregiudizio né nei confronti dei termovalorizzatori e nemmeno verso le altre forme di smaltimento.

Sul futuro del suo movimento “Diventerà bellissima“, spiega che il dialogo c’è con tutti i soggetti del centrodestra e che sarà un congresso a decidere cosa fare – a tempo debito- a livello nazionale: “Il centrodestra è condannato a stare unito se vuole vincere e noi vogliamo essere un movimento autonomista nell’ambito di questa composita alleanza”. 

Infine, sul nome del prossimo assessore regionale ai beni culturali, delega che tiene lo stesso Musumeci da quando è tragicamente scomparso il professore Sebastiano Tusa, il presidente non si sbilancia, limitandosi ad affermare che non sarà per forza uno della caratura di Vittorio Sgarbi o dello stesso Tusa, ma che sta valutando alcune figure e deciderà nelle prossime settimane.

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