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puntata numero 175

A Bar Sicilia il rettore dell’Ateneo di Palermo Midiri: “Università moderna e mediterranea” CLICCA PER IL VIDEO

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7 Novembre 2021

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Il protagonista della puntata numero 175 di Bar Sicilia è il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo Massimo Midiri, che ha ospitato il direttore responsabile de ilSicilia.it Manlio Melluso e il direttore editoriale Maurizio Scaglione a Palazzo Chiaramonte Steri, sede del Rettorato. Una puntata dedicata al mondo dell’Università, all’Ateneo palermitano, alla ricerca, ai servizi offerti agli studenti, al futuro del Policlinico e a tanto altro.

Massimo Midiri è entrato in carica da pochissimo nel suo nuovo ruolo di Rettore dell’Università degli Studi di Palermo: “Si ricomincia da una situazione molto buona, questo è un dato importante, perché abbiamo ricevuto un Ateneo in buone condizioni economiche, con un ottimo bilancio. Ma soprattutto partiamo da un entusiasmo che ho percepito in queste primi momenti di mandato, un entusiasmo molto forte che è della collettività e degli enti, parlo della Regione ma anche del Comune, per cui credo che ci siano tutti gli ingredienti e tutte le possibilità per fare un ottimo lavoro“.

Due dei punti di partenza su cui il rettore Midiri vuole puntare nel suo mandato sono ricerca e internazionalizzazione: “Vorrei tentare di trasformare definitivamente questa università da Ateneo di insegnamento a Research University – afferma – E‘ un dato molto importante, perché è quello che poi gioca sulla vita dell’Ateneo, che viene riconosciuto come erogatore di ricerca. Non è una cosa semplice perché la ricerca è una vera e propria mission, un pilastro fondamentale dell’attività universitaria che prevede un organizzazione nuova. Per questo punto su un ufficio dedicato alla Ricerca e soprattutto su figure professionali nuove, i project manager. Strettamente collegato alla ricerca c’è il fatto di far diventare Palermo una città veramente internazionale, anzitutto con nuovi corsi di laurea attrattivi. Abbiamo già ricevuto le richieste da Paesi transfrontalieri, parlo per esempio della Tunisia, di corsi di laurea specifici. Quindi credo che sia importante cominciare a creare delle ‘scatole’ adeguate e permettere a questi ragazzi, anche attraverso la didattica a distanza, di fare un percorso misto: una didattica che sia teorica ed erogata distanza e un aspetto professionalizzante che si realizzi nei nostri laboratori”.

Entrando nel dettaglio dell’offerta formativa dell’Ateneo palermitano, Midiri indica due ricette per renderla attrattiva: “Dobbiamo rivedere l’offerta formativa ricalibrandola – premette – perché c’è una nuova normativa che cambia il parametro dei progetti di riferimento. Al di là di questo, l’appeal dell’offerta formativa è dettato da altre due condizioni. La prima, quella di cercare corsi di laurea innovativi: parlo di settori come la biodiversità, come la Cyber-Security, come come la robotica; sono tutti i settori nuovi con i quali i nostri ragazzi si vogliono confrontare, al di là dei classici insegnamenti. Dobbiamo inoltre guardare anche ai nostri tre Poli decentrati, tenendo conto delle offerte che il territorio ci propone: ad Agrigento, per esempio, non possiamo non pensare di creare un corso in Beni culturali e archeologici, perché è chiaro che avere una sede privilegiata a pochi metri di distanza che diventa un campo aperto di lavoro diventa un richiamo fortemente attrattivo“.

Una battuta Midiri la dedica al futuro del Policlinico di Palermo: “Dobbiamo far passare il messaggio che Policlinico è l’ospedale di formazione per eccellenza, quindi va fatta un’operazione di rivalutazione del ruolo formativo. Abbiamo la responsabilità di formare la classe medica e la classe paramedica. Sappiamo oggi che c’è bisogno di buoni medici, di buoni infermieri e anche di buoni laboratoristi, perché sapete quanto è importante fare i tamponi, fare i dosaggi, misurare i tassi anticorpali e così via. Chiederemo rapidamente la nomina di un direttore generale che sia stabilmente al Policlinico, visto che la condizione commissariale ne ha condizionato l’efficacia. inoltre va ripensato il Policlinico in chiave moderna“.

Il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo ha la fortuna di trascorrere il suo mandato tra le mura di una sede decisamente suggestiva, Palazzo Chiaromonte Steri, che Midiri vuole ulteriormente aprire ai cittadini e ai turisti: “Il Palazzo non è soltanto la sede del Rettorato, ma anche di un pezzo di storia della intera regione: ci sono stati gli arabi, gli spagnoli, racconta la storia dell’Inquisizione. Abbiamo allocato anche in questa sede prestigiosa una delle opere artistiche più importanti della storia contemporanea dell’arte italiana, ‘La Vucciria’ di Renato Guttuso. Abbiamo notato che i cittadini e i turisti che vengono a visitare Palazzo Steri, però, vogliono vedere anche il Rettorato: vogliamo mandare il messaggio che siamo una guida della città, vogliamo essere una sorta di veicolatore di informazioni, di culture, di manifestazioni, esperienze ed eventi, quindi vedrete che nei prossimi mesi Palazzo Steri sarà sede di concerti, ospiterà opere artistiche e teatrali e tanto altro“.

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