A Caltanissetta affonda l'asse Faraone-Cardinale, nel Pd è guerra aperta | ilSicilia.it :ilSicilia.it

A Caltanissetta affonda l’asse Faraone-Cardinale, nel Pd è guerra aperta

3 Maggio 2017

Delude i renziani e va in controtendenza con il risultato delle primarie la provincia di Caltanissetta, ma soprattutto crolla nel nisseno l’asse Faraone-Cardinale che aveva mostrato ad oggi una solida tenuta.

Nonostante i trionfalismi, seguiti al risultato nazionale che ha incoronato Matteo Renzi segretario al congresso con il 71% dei consensi, il no alla sua mozione da quest’area interna della Sicilia è arrivato forte e chiaro tanto da diventare un caso nazionale: seppur di poco il ministro della giustizia Andrea Orlando ha superato Renzi, con il 40,1% contro il 39,5%.

Un vero e proprio “affaire” che ha le sue radici negli equilibri che il Partito Democratico si trova a gestire con Sicilia Futura, movimento satellite dei renziani che si era costituito nel 2015 con l’obiettivo di sostenere la componente all’Ars e pesare sulla maggioranza a sostegno di Crocetta. Proprio questa alleanza è oggi messa al palo, sembra per via di una forzatura degli equilibri sul territorio.

Il motivo dell’insuccesso renziano lo spiega bene Lillo Speziale, deputato regionale del Pd per ben 5 legislature. “In tutti i comuni in provincia di Caltanissetta, ad eccezione di pochi, non c’è stato un voto contro Renzi, ma un rifiuto dei metodi che tendono a imporre soluzioni da esterni al partito democratico. La gente si è rivoltata a questi metodi, in ben sedici comuni della provincia Renzi arriva dopo Orlando”. Ma Speziale ci tiene a precisare: “sto fuori dalla politica, ormai, sono un semplice iscritto al Pd, osservo i fatti”.

Gli elettori democratici del nisseno non hanno in pratica guardato con favore alla presenza della figlia dell’ex ministro Cardinale, Daniela, parlamentare nazionale, alla guida della lista. Un gesto di imperio che ha generato fortissimi malumori. Al suo posto doveva esserci Stefano Sepi, ventitreenne segretario cittadino del Pd a Gela, città dov’è esplosa la polemica del seggio occulto che ha poi visto l’intervento della polizia e l’annullamento del voto. Sarebbe stato Totò Cardinale, dalla sua Mussomeli, dove il sindaco non è di centrosinistra,  ad “imporre” il nome della figlia come capolista, sollevando il dissenso dei circoli in prevalenza fautori del giovane segretario gelese.

E se l’esponente para-renziana non potrà ora dare per certa la sua presenza nel listino alle prossime competizioni elettorali, le tensioni nel partito aumentano e potrebbero riservare altre sorprese proprio ora che i renziani in Sicilia chiedono a gran voce un altro turno di primarie, a luglio, stavolta per la scelta del candidato alla presidenza della Regione.

E potrebbe accadere che gli stessi malumori riverberino fino all’Ars, dove la prossima settimana si esaminerà il “collegato”, una nuova manovra finanziaria su cui si gioca l’ultima importante partita della maggioranza, prima della scadenza della legislatura. Qui, le sorprese potrebbero essere dietro l’angolo.

Sullo sfondo, un partito che in Sicilia ha dato a Renzi un segnale inequivocabile e che vede avvicinarsi l’ora della resa dei conti fra le sue diverse anime.

Tag:
Blog
di Renzo Botindari

“Loro non Cambiano”

Quello che ancora oggi mi sconvolge guardando la pubblica amministrazione (la cosa pubblica in genere) è l’incapacità di fare pulizia e giustizia, eppure la cosa pubblica siamo noi.
Wanted
di Ludovico Gippetto

La Fontana di Ventimiglia… va a ruba!

A Ventimiglia di Sicilia, un piccolo comune della provincia di Palermo che conta 2.200 abitanti, in una notte del 1983 nessuno si è accorto di strani movimenti attorno ad una fontana...
LiberiNobili
di Laura Valenti

Arrabbiarsi non è un male

La rabbia fa bene quando dà la motivazione, la spinta vitale verso l’evoluzione, altrimenti diventa espressione di una tragica considerazione di se stessi sia da parte dell’individuo sia da parte dell’interlocutore.
Sanità in Sicilia
di Salvatore Corrao

Cos’è la Medicina interna e perché può essere una risorsa per il Sistema sanitario nazionale

Un grande maestro il professore Giacinto Viola scriveva sul suo trattato di Medicina Interna del 1933: “in Clinica tutto è improvvisazione, caso per caso, e gli ammalati così diversi sempre, anche quando hanno la stessa malattia, sono poi così mobili nei loro sintomi e fatti obiettivi, che spesso ciò che di essi si dice alla sera non è più vero al mattino”.