A Monforte San Giorgio si rievoca il Katàbba | Il programma e le foto :ilSicilia.it
Messina

Domenica 26 gennaio

A Monforte San Giorgio si rievoca il Katàbba | Il programma e le foto

20 Gennaio 2020

Guarda la galleria fotografica in alto

Ci sono delle rievocazioni storiche, come “Il Katàbba – Mille Anni di Storia“, a Monforte San Giorgio (ME,) che, ogni anno, richiamano come sirene incantatrici. Questa manifestazione, che vi invitiamo a conoscere, creata dall’Associazione Katàbba, attraverso il suono di campane e un tamburo scordato, diffonde la propria storia facendo rivivere un periodo storico molto importante per le Terre di MonsFortius. Domenica, 26 gennaio, potrete immergervi in questa atmosfera, ma noi vogliamo accompagnarvi, sin da ora, a scoprire le origini di Monforte e della Katàbba.

Il Katàbba
Il nome di “Montisfortis“, che compare per la prima volta in un documento con data  1104, per il geografo arabo Al Idrisi è “Munt da furt“, monte dei forti, legato, probabilmente, al comportamento eroico tenuto dagli abitanti della zona nella resistenza ai saraceni. Ma penetriamo nella storia di questa comunità: è il 1061 quando il Gran Conte Ruggero, provenendo da Messina dopo avere conquistato Rometta, Venetico e Roccavaldina, prende d’assedio il castello dell’attuale Monforte, prima di proseguire la sua impresa verso la piana di Milazzo, liberandone le terre e rinominandole con il nome di MonsFortius o MonFortis.

L’evento, che ha lasciato una forte traccia nella memoria dei monfortesi, viene rievocato ogni anno con la Tamburinata o Katàbba, la cui etimologia dà due ipotesi particolarmente interessanti, una che la fa derivare dal greco “Katabasis“, discesa, l’altra, invece, dall’arabo “Qataba“, adunata, e si concretizza nel suono delle campane e di un tamburo che, iniziando con l’imitazione del passo del cavallo del messaggero, che annuncia l’arrivo del liberatore, continua con quello del cammello, U Camiddu del Gran Conte, per, poi, aumentare il ritmo nel riprodurre il galoppo dei cavalli, la cruenta battaglia, diminuirlo nel rappresentare il  terrore, il silenzio, la disperazione, la morte e, infine, accrescerlo nuovamente per richiamare la fuga disordinata degli infedeli, il risveglio, la gioia e la festa dopo la completa liberazione delle Terre di MonsFortius.

Un suggestivo viaggio nel Medioevo in cui rivivere un tempo passato, ma vivo nel presente, attraverso l’arte, il gioco, i sapori della tradizione, i cortei, le giostre, le botteghe d’altri tempi, le degustazioni di “Panem et porcum”, l’officina del conio, che apre ai visitatori che desiderano osservare gli artisti intenti a realizzare l’antico Dinar del Guiscardo, l’antica forgia, con esperti fabbri, che realizzano lance e spade secondo la tradizione. Ma, adesso, è arrivato il tempo di scendere nei dettagli del ricco programma.

PROGRAMMA

Domenica 26 gennaio

Alle 10 – 10, 15 – 10,30 – Raduno in Piazza IV Novembre

  • Visite guidate al Colle dell’Immacolata dove sorgeva l’antica fortezza medievale di Monsfortius.
  • Visita guidata alla Chiesa Madre e al patrimonio artistico-culturale presente nel borgo, al quartiere arabo e ai mercatini medievali

Alle 10,30

Apertura Area Ludica. Giochi popolari medievali per bambini

Alle 11

L’arte dell’arco storico: tecniche di tiro in uso del Medioevo, con esibizione degli “Arcieri della Katabba”

Alle 11,30

L’arte del Bastone siciliano: laboratorio tecnico-didattico di bastone siciliano con esibizione a cura dell’Ascl maestro Dolcezza

Alle 12

  • Sagra delle Terre di Monforte
  • Sbandieratori e tamburini in festa

Alle 12,30

Area di degustazione – Apertura Sagra delle Terre di Monforte

Alle 16
Gran Corteo Storico della Katàbba

Alle 16

Partenza del Gran Corteo – Rievocazione dell’ingresso entro le mura di Monsfortius del Gran Conte Ruggero I con al seguito gli armigeri normanni, gli arcieri, i notabili arabi, i nobili e il popolo del borgo.

Alle 17,30

  • Piazza della Chiesa Madre – Cerimonia di accoglienza del Gran Conte
  • Consegna delle Chiavi cittadine e accensione del sacro fuoco della Cristianità
  • Musici, tamburi, sbandieratori, artisti di strada e cantori

Alle 19

Katàbba

Alle 18,45

Il Gran Conte Ruggero e la sua corte si avvieranno verso la Chiesa di S. Agata dove verrà eseguita la “Katàbba”

Alle 19

Ascolto guidato dei ritmi che compongono quella che è forse una delle rievocazioni più antiche d’Italia (il suono congiunto di due campane e di un tamburo abilmente eseguito da due detentori della più originale memoria storico-orale della nostra terra)

Alle 19,30

Chiesa della Trinità – Cerimonia di investitura

Tutti coloro che ne faranno richiesta (dietro ritiro di una moneta battuta al banco del conio) potranno godere dell’investitura solenne a Dama o Cavaliere della “Katabba”.

[Le bellissime foto sono di Antonio Spadaro]

Viva la nostra Sicilia e le sue tante tradizioni.

Tag:
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Io guardo e rido, in questo momento

Io credevo che il vecchio mondo, i grandi popoli stessi avrebbero condiviso la loro parte migliore per far nascere una Europa grande unica e coesa che desse il meglio di sé stessa e invece alle prime difficoltà serie, abbandonati codici e decimetri, son venute fuori le profonde differenze e gli egoismi.
Come se fosse Antani
di Giovanna Di Marco

“Calati juncu, ca passa la china”

Al famoso termine‘resilienza’, oggi abusato ben oltre il campo d’indagine della psicologia, perché fa trendy ed è dunque omologato e omologante, voglio opporre un proverbio siciliano: “Calati juncu, ca passa la china”, ovvero “Giunco, piegati per fare passare la piena del fiume”
Sanità in Sicilia
di Salvatore Corrao

Covid 19: cosa è bene sapere

Tutti e tre questi virus hanno come serbatoio animale i pipistrelli. Il passaggio delle infezioni virali da animale a uomo sono molto rare ma nel caso dei coronavirus sopra riportati il virus è riuscito a passare nell’essere umano e si è diffuso da persona a persona