A Palermo vietato morire, orrore al Cimitero dei Rotoli | VIDEO :ilSicilia.it
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A Palermo vietato morire, orrore al Cimitero dei Rotoli | VIDEO

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29 Giugno 2020

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A Palermo non si può morire. Bare ovunque al cimitero dei Rotoli. Sono più di 600 le salme che vengono stipate in ogni e dove all’interno del campo santo dell’Arenella. Salme che sono “posteggiate” da gennaio lì dove si trova spazio. Sotto una pensilina o sotto un telone vicino la chiesa. Insomma centinaia di bare che non trovano una sepoltura al cimitero dei Rotoli. Sono evidenti i segni delle perdite delle salme conservate alla meglio con la calce per assorbire i liquidi.

Uno scenario desolante. Persino i dipendenti della Reset si rendono conto che è “una vergogna”. Non c’è pace per i morti. E numerosi sono i punti interrogativi che ci si possono porre davanti alle bare accatastate l’una sull’altra. A partire dai parametri igienico sanitari, sino ad arrivare alle date delle salme stesse: bare con su scritto: “gennaio o febbraio“. Periodo della piena pandemia in tutta Italia.

Noi dobbiamo lavorare in queste condizioni. Ma non diciamo niente per amore del nostro lavoro” dicono gli operai della Reset. A questo aggiungiamo le celle frigorifero rotte come anche il forno crematorio. Ma come ha intenzione di risolvere questa gravosa situazione il sindaco Orlando? Il primo cittadino in una conferenza stampa indetta mesi fa aveva garantito che la situazione era sotto controllo. Aveva persino annunciato la costituzione di una task force per smaltire in poco tempo le bare al cimitero dei Rotoli. l’indagine dei carabinieri ha coinvolto otto tra impiegati comunali e dipendenti Reset, indagati per corruzione. Indagati anche due medici incaricati dall’Asp di Palermo.  Secondo gli investigatori sarebbero state riscontrate irregolarità sulla tumulazione dei defunti.

A seguito dell’indagine si è dimesso Elio De Roberto, che ha lasciato l’incarico di direttore del cimitero dei Rotoli dopo il blitz del 4 febbraio scorso. Ma l’inchiesta si allarga aprendo un altro filone investigativo. Al centro delle indagini si sono presunte mazzette sul business delle sepolture ma anche una serie di “orrori” che sarebbero stati commessi per liberare posti e dare così spazio ad altri morti.

Il fulcro dell’inchiesta ruota attorno alle inumazioni e alle estumulazioni di chi viene sepolto nella nuda terra. Gli investigatori stanno cercando di appurare se alcune salme, nonostante fossero passati sei anni dalla tumulazione, venissero fatte passare per mineralizzate e quindi da togliere per ‘liberare’ posti.

Dopo lo scandalo sulla presunta compravendita illegale delle sepolture, il sindaco Leoluca Orlando aveva affidato a Gabriele Marchese la guida dei servizi cimiteriali. Un provvedimento d’urgenza – dettato dall’indagine condotta dai carabinieri– che in un certo senso “poteva ricucire” il rapporto tra Orlando e Marchese. Rapporti che si sono incrinati allorché il primo cittadino ha silurato Marchese da comandate della polizia municipale. Ma oggi la responsabile è la dottoressa Daniela Rimedio, la quale ha numerosi incarichi istituzionali.

Nel frattempo il capo della opposizione al consiglio comunale Fabrizio Ferradelli pensa un esposto in merito alla situazione: “Sentirò i miei legali per valutare un esposto. Il quadro che oggi abbiamo visto è assolutamente desolante. Bare accatastate, forno crematorio guasto. Non c’è pace a Palermo nemmeno per i morti. Chi non vede con i propri occhi simile scempio non si può rendere conto della grave situazione”.

Ma il comune vuole pensare in grande non osservando forse distante dal proprio dito e vuole  vuole provare a rilanciare il progetto di realizzazione di un nuovo cimitero nel quartiere di Ciaculli, redistribuendo le risorse (potenziali) di una vecchia delibera Cipe del 2009. Dalla riorganizzazione dei fondi la Giunta ha ricavato circa 25 milioni di euro, di cui 15 solo per il nuovo camposanto, da più parti indicato come la panacea dei mali che affliggono il servizio di gestione delle sepolture nel capoluogo siciliano. Ma di questo progetto al momento nemmeno l’ombra.

L’assessore Roberto D’Agostino fa uno zoom sul problema affermando al ilSicilia.it: “L’emergenza è inerente alla zincatura delle bare. Abbiamo delle aree in cui potremmo tumulare le salme. Ma al momento è impossibile la esumazione proprio in quelle zone in quanto dopo molti anni al momento i corpi sembrano essere intatti“.

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