A quattordici anni dalla morte di Attilio Manca ancora nessuna verità :ilSicilia.it
Messina

Ucciso, probabilmente, per coprire l'intervento medico di Provenzano a Marsiglia

A quattordici anni dalla morte di Attilio Manca ancora nessuna verità

di
8 Febbraio 2018

Domenica 11 febbraio alle 16 a Barcellona Pozzo di Gotto, presso la sala conferenze Parco Urbano Maggiore Giuseppe La Rosa (sala ex stazione FF. SS. via Salvatore Cattafi 52), l’ANAAM, Associazione Nazionale Amici Attilio Manca, in occasione del 14esimo anniversario della sua morte, lo ricorderà attraverso un incontro-dibattito sul suo omicidio dal titolo ”La dignità di Attilio Manca calpestata dal tiranno e dall’ignoranza”.

Durante l’incontro interverranno: Carolina Orlandi (figlia della vedova di David Rossi); gli avv.ti Antonio Ingroia e Fabio Repici (legali della famiglia Manca); Giulia Sarti (commissione parlamentare antimafia); Carlo Mercadante (cantautore); Oriana Civile (interprete della tradizione musicale siciliana che per l’occasione presenterà in anteprima la sua canzone ”Attilio manca”); Lorenzo Baldo (giornalista e scrittore, autore del libro ”La mafia ordina: Suicidate Attilio Manca”). Coordinerà l’incontro il giornalista scrittore Luciano Armeli Iapichino.

Attilio Manca è stato un medico italiano, presunta vittima di mafia, che fu ritrovato morto nella sua abitazione di Viterbo.

L’autopsia certificò la presenza nel sangue di eroina, alcol etilico e barbiturici. Il caso fu inizialmente ritenuto un’overdose, poi archiviato come suicidio. I genitori si opposero all’archiviazione sostenendo che il figlio fosse stato ucciso per coprire un intervento subito da Bernardo Provenzano a Marsiglia.

Nel gennaio 2005 furono pubblicate le intercettazioni di Francesco Pastoia, che parlava del viaggio di Bernardo Provenzano a Marsiglia nel 2003. Il 28 gennaio 2005 Pastoia fu trovato impiccato nella sua cella. Secondo la successiva inchiesta dei magistrati, Provenzano sarebbe stato operato alla prostata alla clinica “La Ciotat” da un’équipe composta da Philippe Barnaud e dagli specialisti Breton e Bonin.

Durante questo viaggio, secondo la ricostruzione dei genitori di Manca, l’urologo sarebbe entrato in contatto con il capomafia. All’inizio del mese di novembre del 2003, infatti, il medico sarebbe stato a Marsiglia.

Secondo la ricostruzione dei genitori, Manca sarebbe stato contattato dalla mafia di Barcellona Pozzo di Gotto per unirsi all’équipe di Barnaud durante l’intervento a Provenzano. Questa versione, tuttavia, è stata respinta dal procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, secondo il quale il boss corleonese sarebbe del tutto estraneo alla vicenda.

Gli sviluppi più recenti dell’inchiesta, dai contorni ancora incerti, risalgono ad ottobre 2015.

 

 

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