17 Settembre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 13.08
Palermo

Giovedì 23 maggio

A Roccapalumba per il “Premio Nazionale Giovan Battista Hodierna”

21 Maggio 2019

Il sole, per l’intensità della sua luce, è agente efficacissimo. Ma l’uomo, per l’esimia potenza dell’intelletto, agisce con una forza di gran lungo superiore a quella del sole“. (Giovan Battista Hodierna).

RoccapalumbaGiovedì 23 maggio, a Roccapalumba (PA), il “Paese delle stelle“, appellativo che gli deriva dalla presenza in paese di strutture astronomiche all’avanguardia come il Planetario e il Centro Studi Astronomico, contenente due telescopi, un eliografo per l’osservazione del sole e un elioplanetografo che simula in tre dimensioni il nostro sistema solare, si svolge la IX Edizione del Premio Nazionale Giovan Battista Hodierna, per le Scienze astronomiche, rivolto ai giovani che si dedicano alla ricerca nel campo dell’astronomia o in ambiti scientifici.

Il piccolo centro della provincia di Palermo che, posto ai piedi di una imponente Rocca nelle cui fenditure nidificano colombe selvatiche, taccole e gazze, che di notte producono la suggestione di essere avvolti da un respiro universale che è, invece, quello “particolare” dei suoi tantissimi abitanti, venne fondato nel XVII secolo dalla Principessa Maria Anzalone Orioles, ogni anno ricorda il grande scienziato con una conferenza, attività astronomiche, di osservazione e divulgazione, usufruendo delle strutture astronomiche locali. L’intitolazione del Premio vuole dare la meritata luce a Giovan Battista Hodierna che, nato a Ragusa il 13 aprile 1597, è stato astronomo, presbitero, architetto, filosofo e alchimista.

Giovan Battista Hodierna

Allievo e studioso della scuola galileiana,oltre ad essere stato tra i più importanti astronomi dell’epoca, compì, anche, studi di botanica, matematica e di ottica. Ebbe strette relazioni con l’astronomo Christiaan Huygens e divenne noto in Italia e in Europa per le osservazioni astronomiche e per le effemeridi dei pianeti medici che gli furono richieste dal granduca di Toscana. Molte delle sue scoperte di astronomia furono raccolte in “De Admirandis Coeli Characteribus” (Palermo, 1654) prima catalogazione sistematica degli oggetti celesti non stellari. Inoltre la scoperta dell’ammasso M47 erroneamente attribuita a Charles Messier è stata invece merito proprio di Giovan Battista Hodierna nel 1654.

Nello stesso anno pubblicò gli Opuscoli, su questioni di astronomia, molte delle sue scoperte, in ogni caso, sono rimaste sconosciute sino al XX secolo probabilmente perché queste erano in anticipo rispetto ai tempi e perché la Sicilia era eccessivamente lontana e isolata rispetto al resto d’Europa. Nel corso della sua vita lavorò anche alla progettazione e realizzazione della città di Palma di Montechiaro, fondata nel 1637, dove morì il 6 agosto 1660. Nel 1990 l’asteroide numero 21047 è stato chiamato Hodierna. Questo premio che, ogni anno, mira a premiare uno studente, ricercatore, dottorando che ha prodotto un elaborato in campo Astronomico è stato istituito dal Comune di Roccapalumba con la Collaborazione della Proloco.

Il bando di concorso è rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio nazionale e la partecipazione può essere singola, in gruppo o di classe. Tutti gli elaborati dovranno attenersi al tema ”La Luna: mitologia, tradizioni, credenze e verità scientifiche, dell’astro più famoso e sconosciuto del nostro cielo!”. Al vincitore sarà assegnato un premio dell’importo di 500 euro, consegnato durante la manifestazione pubblica che si terrà giovedì 23 maggio. A giudicare gli elaborati sarà un apposito Comitato tecnico scientifico composto da illustri esponenti di alcune delle maggiori istituzioni scientifiche, affermati ricercatori, astronomi, giornalisti scientifici, selezionati in ambito nazionale. Il Comitato sarà presieduto dall’astronomo e divulgatore scientifico torinese Walter Ferreri.

Chiudiamo poeticamente con un aforisma di Gabriel Garcia Marquez: “Sulle stelle dipingerei una poesia di Benedetti con un sogno di Van Gogh e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.”

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