"A Striscia macchina del fango contro i forestali", la Cgil attacca la Petyx | VIDEO :ilSicilia.it

LA POLEMICA

“A Striscia macchina del fango contro i forestali”, la Cgil attacca la Petyx | VIDEO

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28 Ottobre 2020

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Polemiche dopo il servizio di “Striscia la Notizia” andato in onda lo scorso 20 ottobre. A tuonare contro Stefania Petyx il sindacato della FP CGIL.

Ecco cosa scrivono per replicare al video sui forestali mandato in onda da Mediaset: “Inesattezze, discredito e falsità. E’ stata azionata la macchina del fango”.

Il Sindacato di categoria ha indirizzato una lettera alla redazione di “Striscia la Notizia” affinché intervenga per correggere il tiro.

Forestali“Abbiamo fornito delle osservazioni doverose – affermano Franco Campagna e Gaspare Comandè della Segreteria regionale – per rendere omaggio alla verità e per evitare strumentalizzazioni e mistificazioni. Se la Petyx si fosse sforzata un tantino per attingere informazioni e documenti, avrebbe reso, seppur con la conclamata vena satirica tipica della trasmissione, un sevizio più utile alla collettività. Ed invece è venuto fuori un “concentrato” di imprecisioni, errori e racconti non coerenti con la realtà. Ma andiamo per ordine. Le sorprese sgradevoli, nel vedere il servizio, si presentano allorquando vengono utilizzate scene del film “L’ Ora legale” di Ficarra e Picone, nel quale, con gran confusione, si associano le guardie forestali regionali agli operai stagionali forestali. Ulteriore aggravante è quello di mandare in video personale in divisa, mentre in audio si tira in ballo altra categoria di forestali: gli operai.

La Petix afferma che per la prevenzione degli incendi in Sicilia vengono pagati circa 800 guardie forestali. Preferiamo sorvolare sul fatto – sottolineano Campagna e Comandè – che non si chiamano più guardie forestali. Lo riteniamo un errore veniale. Non possiamo però non evidenziare la disinformazione rispetto alle unità impiegate: ad oggi se ne contano circa 390 che al 31 dicembre scenderanno a 330 in seguito ai pensionamenti. Si tratta, infatti, di personale regionale che è stato assunto nel lontano 1990 con un regolare concorso, così come avviene in tutte le forze di Polizia dello Stato. E qui si consuma il secondo scivolone della Petyx, ma questa volta è grave: considera infatti questo personale assunto per prevenire gli incendi, ignorando totalmente quali siano i compiti del Corpo Forestale. Ricordiamo che tutti i santi giorni dell’anno questi, con qualifiche di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, si occupano di prevenzione e repressione di reati in generale e in particolare di quelli di natura ambientale, disponendo di specifica formazione acquisita nelle alte scuole del compianto Corpo Forestale dello Stato. Lotta all’abusivismo, controllo sulla gestione dei rifiuti, controlli nel settore agroalimentare, sono alcuni dei compiti che, insieme alla piaga degli incendi, svolgono tutto l’anno e con grande difficoltà a causa anche dell’esiguo numero dell’organico. Quindi pare evidente che questo personale non sta di certo seduto ad aspettare che un incendio, sfuggito agli occhi degli agricoltori (la battuta è ironicamente voluta), si propaghi e provochi danni.

Paragonare poi la Sicilia al Canada è quanto di più inappropriato si poteva fare, non foss’altro per i numeri considerati, che non sono veritieri, ma anche perché in Canada ci sono foreste, mentre in Sicilia solo boschi che necessitano di cure colturali. Inoltre le latitudini suggeriscono altri approcci. Ci sono poi circa 12 mila operai forestali che vengono assunti da contingenti a numero chiuso dal 1996, con garanzia occupazionale di 78 – 101- 151 giornate lavorative. Solo alcuni di loro sono a tempo indeterminato. Ne deriva che sommando le giornate si arriverebbe a circa 8000 operai forestali a tempo indeterminato e non a 20mila, come affermato maldestramente nel servizio. In alcune regioni d’Italia questo lavoro è affidato ai privati o alle comunità montane e allora verrebbe da chiedersi se costano meno di 12 mila dignitosissimi lavoratori forestali, i quali con grande spirito di sacrificio ogni estate combattono per averla vinta sul fuoco sfidando anche gli acciacchi della loro non più giovane età.

Ma la Petyx sostiene che la Regione Siciliana continua ad assumere. Cosa assolutamente falsa: basta valutare l’età media di tutti gli operatori del settore. Infine, non a caso, in un passaggio precedente, abbiamo chiamato in causa gli agricoltori. Lo abbiamo fatto a ragion veduta, per rispondere al presidente di Coldiretti Ferreri, che suggerisce di affidare agli agricoltori la vigilanza. Lui dovrebbe sapere – avvertono Campagna e Comandè – che spesso è proprio dai terreni incolti privati che hanno origine la maggior parte degli incendi. Solo dopo le fiamme investono le aree boscate. Di contro, farebbe bene a sollecitare i coltivatori ad effettuare le opere di prevenzione di loro competenza, piuttosto che sparare nel mucchio. Sul numero dedicato stendiamo un velo pietoso: esiste da anni il 1515 in servizio 24 ore su 24 e questo lo sanno anche i bambini.

Nel servizio si prospettano soluzioni nell’avvistamento degli incendi: dalle segnalazioni degli agricoltori a strumentazione tecnologia avanzatissima in uso alla NASA, che farebbero risparmiare tanti soldi alla Regione Siciliana. Ma, a nostro avviso, qualcosa non torna: quando un incendio viene avvistato dagli agricoltori o dalle supertorrette spaziali, chi si adopererebbe per lo spegnimento? Evidentemente quegli stessi operai specializzati e denigrati nel servizio. Chi si occuperebbe del coordinamento delle operazioni di spegnimento? Certamente non il personale in divisa.

Qualcosa ovviamente può essere migliorato, ma le proposte dovrebbero giungere più calzanti e serie di quanto raccontato nel servizio di “Striscia la Notizia”. Purtroppo, la disinformazione nasce anche dall’assenza della nostra Amministrazione regionale. Nel caso di specie, ogni qualvolta la categoria viene messa alla gogna mediatica, non vi è una presa di posizione netta e chiarificatoria da parte dei vertici degli Assessorati al ramo (Agricoltura e Territorio). Invece, assistiamo alle farneticazioni di un Presidente di Regione – concludono Campagna e Comandè – che annuncia riforme e concorsi che non trovano mai riscontro. Il suo hobby preferito è quello di svilire la categoria dei lavoratori regionali di cui lui è il capo”.

 

 

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