A Taormina nessun vuole l'ex casa del re dei videopoker :ilSicilia.it
Messina

il comune non riesce a locarla

A Taormina nessun vuole l’ex casa del re dei videopoker

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23 Settembre 2022

Il Comune di Taormina, almeno per il momento, sembra aver perso le speranze di riuscire ad affittare l’immobile a Spisone, nel 2016 avuto dall’Anbsc (Agenzia nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata), che lo aveva confiscato e poi trasferito alla casa municipale. Sono trascorsi ormai 6 anni da quella confisca e sinora nessuno si è fatto avanti per prendere in affitto questo immobile del valore di 140 mila euro appartenuto in precedenza a Gioacchino Campolo, imprenditore calabrese considerato in rapporti organici con la ‘Ndrangheta, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per estorsione aggravata dal metodo mafioso per aver imposto a vari esercizi commerciali, con il sostegno dei clan, la proprie macchinette, ed al quale lo Stato ha portato via beni per 330 milioni. 

L’immobile è stato inserito nei giorni scorsi dalla Giunta nell’elenco degli immobili comunali da “valorizzare” e nello specifico da “locare” ma sembra, in realtà, per adesso soltanto una dichiarazione formale di intenti, mentre in realtà non ci sono iniziative in cantiere per l’immediato. 

Il Comune aveva indetto per tre volte (nel 2017, nel 2018 e nel 2020) la procedura di gara per affittare il bene, un appartamento che si trova nella zona a mare, nel condominio Villa Elisa, ma in tutte queste circostanze non si è mai presentato nessuno e le gare sono andate deserte. Poi era stato deciso di intraprendere un quarto tentativo, avviando il relativo iter nel 2021, che però si è fermato prima ancora di andare materialmente di nuovo in gara. Al momento al Palazzo dei Giurati, in sostanza, si ritiene che non vi siano le condizioni per poter locare l’immobile che in passato era stata la casa estiva del Re dei Videopoker. 

A questo punto, trattandosi di una residenza estiva, e visto che anche questa stagione è terminata, almeno sino all’anno prossimo questo bene pare destinato a rimanere chiuso ed inutilizzato.

Nemmeno il prezzo che era stato, di volta in volta, ridotto sino a 250 euro mensili di canone per un “uso a civile abitazione” è bastato ad invogliare qualcuno a proporre un’offerta, sul quale il Comune poi in ogni caso avrebbe l’obbligo di “reimpiego dei relativi proventi per finalità sociali”. Una situazione paradossale e che difficilmente pare destinata a trovare una soluzione da qui ai prossimi mesi. 

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