18 gennaio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 19.30
caronte manchette
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Catania

Il clou dei festeggiamenti il 14 e il 15 gennaio

A Viagrande i festeggiamenti per San Mauro Abate [Il programma]

10 gennaio 2019

Cari Watson, la vostra Patti Holmes vi accompagna a Viagrande, comune della città metropolitana di Catania, dove ogni anno, dal 13 al 15 gennaio, si svolge la grandiosa festa in onore del Patrono San Mauro Abate, commistione felice di fede e folklore, profumi, colori, cibo, fuochi d’artificio, che attira migliaia di visitatori.

Il sisma dello scorso dicembre che, però, purtroppo ha colpito le località di Fleri, Pisano, Pennisi e alcune abitazioni di Viagrande, provocando danni ingenti, decine di feriti e centinaia di sfollati, ha giustamente spinto l’intera comunità civile e religiosa di Viagrande, solidale con le popolazioni segnate da un evento così tragico, a confermare i soli momenti religiosi della festa patronale cancellando tutte le manifestazioni esterne. Annullate le manifestazioni pirotecniche  del 14 gennaio, eliminata l’illuminazione in tutto il paese e l’uscita del Santo sarà senza la solita tradizione delle bombe. Confermata la parte religiosa: il 14  Reliquia e offerta cera e il 15 Messa solenne e uscita del Santo che percorrerà le vie del paese accompagnato dalla banda musicale di Viagrande. La gara duathlon spostata al 17 febbraio.

Origini di Viagrande

La Fonte primaria delle notizie sulle origini di Viagrande è la “Monografia storica dei comuni di Nicolosi, Trecastagni, Pedara e Viagrande” scritta da Salvatore Mirone nell’anno 1875. “Viagrande, si vuole, che avesse preso il nome dell’antica via che conduce a Messina” scrive il Mirone, e continua “ma noi crediamo piuttosto ch’esso l’abbia preso dalla via spaziosa, che partendo da Catania, s’entra nel paese nominato Rinazzo, e dal quel tratto più spazioso ancora, che… va a finire, uscendo, alla chiesa di sant’Antonio di Padova, detto volgarmente sant’Antonino“.

Intorno alla fine del XVI secolo è, ormai, un centro abitato ben definito e nei due secoli successivi mantiene il ruolo di piccolo centro agricolo. Il potere è esercitato dalla nobiltà sin dal 1641, quando Filippo IV di Spagna investe del titolo principesco Domenico Di Giovanni, conferendogli le terre di Viagrande. Quando nell’800 i grandi moti rivoluzionari scuotono l’Europa, la cittadina conquista il suo piccolo posto nella storia risorgimentale e subisce le persecuzioni di polizia conseguenti alla restaurazione del potere borbonico.

L’impresa garibaldina del 1860 vede un gruppo di giovani di Viagrande partecipare attivamente alla liberazione di Catania. Giunte notizie delle tante imprese dei “Mille” il popolo viagrandese volle mandare in dono al generale “quindici quintali di paste, ventisei salme di vino, ed una cassa ben fornita di filacce e fasce”. Non si fece attendere il ringraziamento ufficiale di Garibaldi, sotto forma di un messaggio conservato ancora oggi nella sede comunale: “Comando Militare dell’esercito nazionale – Messina lì 4 agosto 1860 – Un saluto di cuore ai bravi cittadini di Viagrande – manda – Giuseppe Garibaldi”. Lo spirito rivoluzionario di allora ha lasciato il posto a un tranquillo e virtuoso paese, luogo prediletto di villeggiatura di tante famiglie nobili catanesi.

San-mauro Abate

La Festa di San Mauro Abate
è la più importante festa religiosa di Viagrande ed è una delle più belle e partecipate della Sicilia. Il suo momento più folkloristico  è la rinomata “Entrata dei partiti” o dei giovani cantanti, esecuzione delle “antiche cantate” dei due quartieri. I cittadini si dividono, in occasione della serata, per una sana competizione in due fazioni: quella di S. Caterina, comprendente la parte del paese confinate con Aci Bonaccorsi e Lavina, e quello di Scalatelli, che comprende la piazza e l’omonimo quartiere, anche se oggi l’appartenenza a questi due partiti è più affettiva e non dipende  dalla residenza.

Quest’anno la festa giustamente ridimensionata ha mostrato la grande unità e sensibilità di questa bella comunità a cui siamo vicini e di cui abbiamo voluto ricordare questa ricorrenza religiosa.

[Foto copertina di Rosario Calcagno]

 

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