Aerolinee Siciliane scatola vuota? "Siamo il futuro, con biglietti low cost" :ilSicilia.it

le parole del vicepresidente Melchiorre

Aerolinee Siciliane scatola vuota? “Siamo il futuro, con biglietti low cost”

11 Febbraio 2020

Venerdì 14 febbraio presenteranno il progetto a Catania e hanno già promesso che a metà giugno partirà il primo volo da Comiso verso Milano. Stiamo parlando del team di Aerolinee Siciliane. Una nuova compagnia di volo made in Sicily.

Un progetto che potrebbe sembrare una “super cazzola” per una struttura societaria mai vista prima d’ora nell’Isola, ma il vicepresidente del consiglio di Sorveglianza della nuova società per azioni Claudio Melchiorre, garantisce tutta l’operazione: 5mila soci per un valore di 10 milioni di euro è la mission. Al momento le sottoscrizioni si aggirano intorno ai 660 mila euro, per far parte della spa e 170 mila euro circa i soldi già versati nelle casse.

Ma molta gente storce il naso in merito a questa operazione aerea, fra i cui protagonisti c’è Luigi Crispino creatore di Air Sicilia e successivamente manager di Wind Jet. Air Sicilia cessò i voli il 22 febbraio 2002 e fu dichiarato il fallimento nel gennaio 2003. Successivamente Crispino entrò nell’azionariato di Wind Jet. La Wind Jet fu la prosecuzione del sogno di una “low cost” siciliana. Nata nel 2003 a Catania per volontà di Nino Pulvirenti, imprenditore di Belpasso, leader della grande distribuzione alimentare e per alcuni anni presidente del Catania Calcio. Dall’11 agosto 2012, a causa di problemi finanziari, la compagnia ha cessato le proprie operazioni.

Il fallimento di Wind Jet s’incrociò con le polemiche per la mancata fusione con Alitalia, con reciproche accuse sulle responsabilità per l’accordo saltato dopo la firma del contratto per l’acquisizione. Ma c’è anche uno strascico giudiziario. Nel luglio 2015 la Procura di Catania ha iscritto nel registro degli indagati 14 persone, tra cui i vertici della società con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Il presidente Pulvirenti, insieme all’ad Stefano Rantuccio, fra gli arrestati, il 29 gennaio 2016 dalla guardia di finanza su disposizione del gip di Catania. Avrebbero aggravato lo stato di dissesto della Wind Jet spa per oltre 160 milioni di euro, tramite operazioni dolose compiute a partire dal 2005.

Su questo versante, comunque, Melchiorre rassicura i siciliani dicendo che: “pensare di mettere in relazione questo tipo di Spa con esperienze precedenti non c’entra veramente nulla. Noi abbiamo solo un vantaggio, Luigi Crispino che ha già ottenuto due licenze per aerei di linee ed ha dichiarato che farà la start up e poi tornerà a fare il nonno. Questa è l’impresa dei siciliani, prima riusciamo a farlo capire a tutti prima ogni siciliano potrà avere la sua compagnia aerea. Noi venderemo biglietti a basso costo senza alcun contributo pubblico”. 

Proprio Luigi Crispino ha proposto per il Consiglio di sorveglianza, massimo organo di questa SpA, Elio Guastella, Stefano Spampinato, Claudio Melchiorre, Guendalina Lo Monaco, Aldo Di Benedetto. Nel Consiglio di gestione sono stati invece eletti Luigi Crispino, Piero Berti, Giacomo Guasone.

Nel frattempo al di la delle dichiarazioni dell’assessore Manlio Messina che sono state una nota fuori tema, la Regione Siciliana guarda attentamente e in punta di piedi le manovre economiche che sta svolgendo di questi tempi la nuova compagnia aerea siciliana. “Evitare – dicono da Aerolinee siciliane – che ci possano essere ostacoli di avere a che fare con una pubblica amministrazione che metta i bastoni tra le ruote questo la Regione Siciliana lo può fare. Certo non ci vengano a dire che noi facciamo una compagnia aerea siciliana e la Regione ne fa un’altra in concorrenza con 5mila siciliani. Sarebbe una notizia un po’ forte. Ma credo che non vogliano farla”.

Alla domanda se dietro questa operazione possa esserci qualche personaggio politico o un partito, il vicepresidente Melchiorre a così risposto: “Non esiste nessun partito dietro di noi. Anzi per essere chiari se qualcuno pensa di porre un problema politico, in verità la politica la stiamo facendo noi. Noi stiamo intervenendo in un settore strategico e lo facciamo tenendo bene a mente che è un tema economico di grande rilievo“.

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