"AGM for CuHe": a Catania il progetto internazionale per il restauro ultratecnologico :ilSicilia.it
Catania

capofila l’Università della città

“AGM for CuHe”: a Catania il progetto internazionale per il restauro ultratecnologico

di
24 Aprile 2020

Si sono concluse le attività del primo anno del progetto AGM for CuHe – Advanced Green Materials for Cultural HeritageMateriali di nuova generazione per il restauro dei beni culturali – nuovo approccio alla fruizione” che vede l’Università di Catania, capofila, e la partecipazione del mondo della ricerca e del mondo industriale.

Le ceneri vulcaniche e gli scarti di lavorazione industriale sono impiegati e utilizzati per il recupero e il restauro di edifici di interesse storico-artistico appartenenti al patrimonio culturale in aree con elevata attività sismica.

AGM for CuHe ha ottenuto un significativo finanziamento nell’ambito dei Progetti di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale nell’area di specializzazione Cultural Heritage del Programma Nazionale della Ricerca 2015-2020.

Avviato un anno fa, è finalizzato alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale attraverso la progettazione e lo sviluppo di materiali di nuova generazione, eco friendly, smart, che consentano interventi di restauro e di recupero del patrimonio culturale con un approccio moderno e multidisciplinare.

restauro beni culturali

Coordinato dalla professoressa Germana Barone, del Dipartimento di Scienze biologiche geologiche e ambientali dell’ateneo catanese, il progetto vede anche il coinvolgimento dei dipartimenti di Ingegneria civile ed architettura, Scienze chimiche, Economia e Impresa, Fisica e Astronomia e Giurisprudenza insieme undici soggetti proponenti tra centri di ricerca (Università, Consorzio universitario, Distretto tecnologico) e imprese di cui sette in Sicilia e quattro nel Nord Italia.

Per la ricerca, di cui è referente scientifico il professore Paolo Mazzoleni dell’Università di Catania, sono coinvolti il Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (Università di Palermo), il Distretto Tecnologico Sicilia Micro e Nano Sistemi (Università di Messina e CNR per lo studio dei materiali nanostrutturati), l’Università di Firenze, l’Università di Pisa e l’Università di Modena e Reggio Emilia.

Il partenariato industriale è composto da Costruzioni Edil Ponti Società Cooperativa Gela, Lbc Società Cooperativa artigiana di Caltagirone, Sb Engineering srl Catania, Megares Aquila, Piacenti Prato.

Nel corso del primo anno del progetto sono stati raggiunti importanti obiettivi nella sintesi e sperimentazione di materiali di nuova generazione con ottime caratteristiche tecniche per il recupero e il restauro di edifici di interesse storico-artistico appartenenti al patrimonio culturale in aree con elevata attività sismica – spiega Germana Barone -. I risultati sono di particolare interesse essendo stati ottenuti con l’utilizzo di materiali di scarto come le ceneri vulcaniche e con scarti di lavorazione industriale”.

Le tematiche del progetto sono state sviluppate nell’ambito dei progetti AIM “Attrazione e Mobilità Internazionale” e si avvalgono della collaborazione di numerosi stakeholders tra cui la Soprintendenza dei Beni culturali di Catania e il Polo regionale.

 

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