Agroalimentare, il crescente interesse delle aziende siciliane per Singapore :ilSicilia.it

Agroalimentare, il crescente interesse delle aziende siciliane per Singapore

di
24 Gennaio 2018

Da giorni riceviamo interesse da parte di aziende dell’agroalimentare per Singapore. Ma la città-stato, oltre che per la canzone del 1972 dei ‘Nuovi Angeli’, non dovrebbe, a ragione, suscitare particolare interesse nel mondo del business, essendo un micro-stato da 5,6 milioni di abitanti: poco più della Sicilia, meno della metà di Mosca, lo 0,4% degli abitanti della Cina.

Singapore, in realtà, si distingue per il suo PIL pro-capite, simile a quello delle capitali europee e per la popolazione cosmopolita che detta le mode in tutta l’Asia. Questi elementi contribuiscono renderla la New York del Sudest asiatico.

Inoltre, Singapore è seconda nella classifica sulla facilità di fare business; l’Italia è 46°. Se ciò non bastasse, i singaporiani sono consumatori sofisticati, alla ricerca di prodotti ad alto valore aggiunto: qualità, sicurezza alimentare, genuinità e biologico sono ormai diventate componenti essenziali per questo mercato.

Il brand Sicilia è il più riconoscibile tra i regional brands italiani. Esso ha una connotazione, data dai romanzi di M. Puzo, i film di F.F. Coppola e le pubblicità di D&G, che lo rende, in contesti lontani, forte come un brand nazionale. Sicilia nel Far East è associato ai concetti di famiglia, tradizione e genuinità, ma non a precisione e innovazione.

Nel 2016 Singapore ha importato cibi e bevande per 7,7 miliardi di euro, di questi solo 76 milioni arrivavano dall’Italia. Lo spazio per il Made in Italy è ampio e ne è una conferma il fatto che questo comparto cresca con una media del +40%. In più si registra una crescita della quota siciliana nelle esportazioni italiane di alimenti nel mondo, che dal 11% potrebbe arrivare al 18-20% nel 2020.

Il rischio nel mercato singaporiano è la concorrenza di chi è arrivato prima nella fascia di prodotti d’eccellenza: Francia e Gran Bretagna. D’altro canto, il fattore che più invoglia a scegliere Singapore è che il 75% degli abitati è ricco. Nel 2007 le importazioni di fascia medio-alta erano il 31% del totale e oggi sono il 54%.

Il mercato potenziale a Singapore per un prodotto Made in Sicily, vale oggi di 16 milioni di euro e nel 2020 potrebbe arrivare a 40-50 milioni. Che cosa serve per arrivare a questo piccolo miracolo?

Che la Commissione Europea metta tra le sue priorità la ratifica dell’accordo di libero scambio con Singapore, già concluso nel 2014, che darebbe accesso facile a quasi tutti i prodotti e riconoscerebbe 196 Indicazioni Geografiche europee (49 italiane, di cui 4 siciliane: Pomodoro Pachino; Cappero di Pantelleria; Arancia Rossa di Sicilia e il Vino Sicilia).

Che gli imprenditori prendano il coraggio a due mani, investano il giusto, collaborino fra loro e con chi può aprire nuovi mercati e, nel frattempo, si concentrino a continuare a produrre capolavori enogastronomici. Noi siamo disponibili ad approfondire la questione, contattateci a ms@nearco.eu

© Riproduzione Riservata
Tag:
Come se fosse Antani
di Giovanna Di Marco

La ddraunàra: i racconti di Silvana Grasso

È disponibile dal 16 luglio La ddraunàra, la raccolta di racconti di Silvana Grasso, a cura di Gandolfo Cascio ed edita da Marsilio che ripubblica così due opere, Nebbie di ddraunàra (Le Tartarughe 1993) e Pazza è la luna (Einaudi 2007).
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Zio Mariano era Stabile

Lui era di poche parole e ogni sua frase era una sentenza. Le persiane della sua finestra a balcone sono chiuse e sotto c’è soltanto un via vai di gente che si affanna per farsi notare.

I giannizzeri

A partire soprattutto dal 1850, il controllo del territorio in Sicilia diviene sempre più arduo per la gendarmeria borbonica. Gruppi armati dediti al malaffare, bande e banditi, nonostante l’inasprimento delle pene – il ricorso all’esecuzione diretta era prassi ordinaria - percorrevano senza molti contrasti le campagne siciliane e rendevano difficile garantire la sicurezza.
. Rosso & Nero .
di Elio Sanfilippo

Palermo fa acqua da tutte le parti, Orlando cambi tutto o si dimetta

I cittadini sono sommersi dall'immondizia, intere zone trasformate in discariche, lavori stradali che non finiscono mai, servizi pubblici che non funzionano, fino allo scandalo dei cimiteri dove non si capisce perché non si sono avviate le procedure per la costruzione del nuovo cimitero previsto dal piano regolatore.
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Mafia e antimafia

Dovendo parlare di mafia ed antimafia non si può non andare con la mente al 10 gennaio 1987 allorquando Leonardo Sciascia rilasciò una intervista al Corriere della Sera parlando di professionisti dell’antimafia
Wanted
di Ludovico Gippetto

L’archeologia del “Do not cross” come tutela

Rubare nei siti archeologici è gravissimo. Un argomento molto caro all’archeologo Sebastiano Tusa, fermo sostenitore del principio del "Do not cross". Dove gli oggetti antichi vanno guardati ma non decontestualizzati rispetto all’ambiente di provenienza.
CapitaleMessina
di Gianfranco Salmeri

Dopo la pandemia non sarà mai come prima

Dopo una crisi così devastante come quella che stiamo superando, le cose non potranno tornare mai come prima, e non è neanche bene che ciò avvenga. Una riflessione sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus di Gianfranco Salmeri.